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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

La nuova 'resistenza' del rione Sanità. Gli appetiti delle bande di camorra tra faide, regolamenti di conti e violenza

di Arnaldo Capezzuto

Uno scrigno di tesori preziosi. Palazzi settecenteschi, sculture, chiese e Basiliche di straordinario interesse storico-artistico ma anche i bassi, i vicoli stretti e bui, il degrado. Il luogo dei contrasti. Paradiso e inferno. Luce e buio. Bellezza e orrore. Criminalità e onestà.

Il rione Sanità, è il cuore pulsante della Napoli antica, della città di sotto, delle anime pezzentelle, dei primi cristiani che fuggiti dalle persecuzioni attraverso il Mediterraneo approdarono a Napoli, faro di civiltà. E la madonna della Sanità, li accolse tra le sue braccia. Nacquero le prime chiese Paleocristiane, gli altari e le celebrazioni segrete. Napoli - fuori le mura - diventò la Napoli - dentro le mura -. La periferia che diventa centro.

E' impensabile che quel dedalo di viuzze piene di umanità, storia, talenti, bravura, iniziative ed eroismi possa quasi – colpa di una maledizione – destinata ad essere occupata da bande di camorre.

Il rione Sanità si sta liberando. Una nuova resistenza, che passa attraverso i tanti alberi che in silenzio crescono e diventano foresta. Stamane all'alba 200 poliziotti hanno cinto d'assedio la zona delle Fontanella, storico enclave del clan-famiglia Vastarella. Un duro colpo, inaspettato. L'avevano giurato, sui loro morti ammazzati: “Ci vendicheremo e ci riprenderemo tutto”. E così per molti mesi nei vicoli è andata in onda La Serie - Gomorra con attori interpreti: i Vastarella formato Savastano.

Acciuffati i rampolli, i luogotenenti e i gregari. Decapitato l'esercito che scientificamente stava riconquistando pezzo dopo pezzo tutto il territorio e cacciato dalle case del rione i nemici. Nelle inchieste giudiziarie il rione Sanità è classificato come zona calda più di Secondigliano e Sacmpia messe insieme. E' un corridoio, una zona cuscinetto, un 'mondo di mezzo' per i traffici criminali.

Chi si insedia alla Sanità come Forcella oppure a San Gaetano detiene un potere criminale diverso. E' il pedigree camorristico che cambia. E' un titolo nobiliare. E' l'accesso ai tavoli dove si comanda davvero. A parlare del rione Sanità e della sua importanza sulla scacchiera criminale sono stati tre collaboratori di giustizia di primo piano. Verità svelate dall'interno.

Carlo Lo Russo, il fratello Mario, il nipote Antonio, figlio dell’altro pentito Salvatore Lo Russo, tutti appartenenti al direttorio del clan dei Capitoni di Miano e con robusti interessi proprio alla Sanità. I loro racconti, inediti, hanno fornito agli inquirenti informazioni preziose e spiegato dall'interno i ragionamenti e le logiche criminali.

Il rione Sanità rappresenta la colonna vertebrale dei traffici e l'osservatorio sulle dinamiche criminali cittadine e della provincia. Accordi, desistenze, alleanze, equilibri variabili, doppiogiochismi tattici.

Insomma, chi 'regna' nel ventre molle della città antica si accomoda al tavolo di comando. Il mondo è cambiato. Estinto il clan fondato e condotto da Giuseppe Misso, boss controverso, padrino d'altri tempi, pericoloso militarmente ma più che altro ideologicamente.

L'ex capo della Sanità 'governava' il territorio con una sua filosofia camorrista. Mente raffinata e per alcuni anni diventato capo indiscusso della camorra nell'intera metropoli. Anche la sua uscita di scena, scatena una guerra senza esclusioni di colpi. Omicidi, attentati, faide e scissioni. Altri gruppi criminali scatenano istinti su quel brandello di territorio cittadino. E siamo all'oggi. 'Stese' contro 'stese', coprifuoco e vittime innocenti.

C'è uno spartiacque:  dall’omicidio del 17enne Genny Cesarano, alle decine di agguati che hanno costellato la cronaca negli ultimi mesi. Il racconto dei collaboratori di giustizia e gli affari. Il trafficio di droga, il racket delle forniture e dei servizi negli ospedali, le mense scolastiche, l'industria del falso, il contrabbando delle sigarette, il riciclaggio dei soldi sporchi, gli investimenti nell'immobiliare e nelle attività commerciali.

Gli appetiti di altri clan da Forcella a Secondigliano passando per Miano. Questo è lo scenario dell'esplosione di una serie di conflitti e morti ammazzati. Tutti contro tutti. E' sacttata l'ora 'x' scatta e il rione Sanità diventa una trincea di guerra al centro di Napoli, la terza città d'Italia nell'Europa del 2018.

L'escalation è sintetizzata e riassunta dalle carte del rapporto semestrale della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) che fissa e samina lo scenario tra il 2015 e il 2016. C'è la faida senza esclusione di colpi tra gli Esposito-Genidoni-Spina sostenuti dall'emergente Walter Mallo del rione Don Guanella di Miano) e quelli dello storico clan Vastarella, strategicamente alleati dei Lo Russo, dei Licciardi della Masseria Cardone e con il lasciapassare del clan Contini.

E' il gruppo Mallo-Genidoni a sferrare un duro atto di guerra contro i Vastarella. Viene messo in atto un'azione di guerra nel cuore del fortino dei Vastarella all’esterno di un circolo ricreativo - viene consumato un triplice agguato-. E' la 'Strage delle Fontanelle', avvenuta nell'aprile del 2016, in cui rimase ferito anche una delle persone arrestate stamane.

L’assalto ha una doppia valenza: eliminare i capi dei Vastarella e incoronare il giovane Antonio Genidoni, boss del rione e farlo sedere a capo tavola con gli altri padrini. Il piano funzionato solo in parte, visto che lì - nel circoletto - vennero sì uccisi Giuseppe Vastarella e Salvatore Vigna, ma riuscì a farla franca l’obiettivo numero uno, vale a dire il rampollo di una famiglia giunta alla terza generazione criminale, Patrizio Vastarella.

Una risposta  per tentare di fermare l'ascesa di Patrizio Vastarella, favorita dalla eliminazione, portata a compimento dal gruppo di fuoco di Carlo Lo Russo, di Pietro Esposito, esponente di vertice dell'omonimo clan ucciso il 15 novembre del 2015.

Una volta indebolito il clan Esposito Genidoni, dalle perdite subite e dai provvedimenti restrittivi eseguiti dalla dall'autorità, i Vastarella hanno esteso la loro supremazia sul territorio del quartiere Sanità dando inizio ad una nuova faida, tuttora in corso, con altri clan operanti sul territorio.

 

C'è l’uscita di scena definitiva del clan dei Genidoni, gli arresti tra cui quello del rampollo Antonio, della mamma Addolorata Spina e della moglie Enza Esposito. Ci sono soprattuto gli omicidi strategici  come quello di Raffaele Cepparulo, luogotenente di Genidoni. Il nascente clan non c'è più.

Ne viene fuori una catena impressionante di violenze, omicidi e ritorsioni poi seguono i blitz delle forze dell'ordine che disarticolano i cartelli criminali in campo.

E dopo aver indebolito il clan Esposito-Genidoni, i Vastarella avevano allargato la loro supremazia sul territorio del quartiere Sanità iniziando una nuova faida, tuttora in corso, e con altri clan della zona.

A contendersi il controllo del territorio restano i Vastarella e i Sequino-Savarese. E il terzo incomodo: gli emergenti Mauro, con il proprio fortino ubicato nella zona dei Miracoli. E non mancano le  scaramucce e i regolamenti di conti a bassa intensità con gambizzazioni, ferimenti e intimidazioni.

E poi quell'ordine perentorio: prendeteli e cacciateli casa per casa. Una pulizia etnica disposta dai Vastarella per rispondere colpo su colpo a ciò che avevano subito.

Mentre il rione Sanità reagisce con cortei, mobilitazione e l'attenzione dello Stato con la messa in funzione della videosorveglianza oggi l'ennesimo blitz. All'alba è scattato. Duecento agenti dritti nel fortino dei Vastarella. Non c'è alcuna maledizione, il rione Sanità caccerà via le bande di camorre.

 

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