La morsa a tenaglia di Salvini stritola Di Maio e distrugge il M5S

E' una morsa a tenaglia quella costruita da Matteo Salvini nei confronti del suo alleato Luigi Di Maio.

Un abbraccio regolato da un 'contratto di govero' che a distanza di quasi nove mesi, ha ridotto il Movimento 5 Stelle ad una scatola vuota.

Manca un'idea politica complessiva ai 5 Stelle, tanto da indurre nel corso di una riunione internazionale, il premier Giuseppe Conte a confessarlo candidamente al capo del governo tedesco, Angela Merkel.

Ora il capo dei Pentastellati è stretto all'angolo e alla vigilia di un clamoroso 'no' al Senato per salvare lo stesso Salvini non sa cosa fare

Manca la benzina, le idee sono confuse, non c'è più lucidità e cresce l'ansia di prestazione in vista della tornata elettorale per il rinnovo del Parlamento Europeo.

Tra passi falsi, imbarazzi, indeguatezze e brutte figure internazionali, Di Maio è in caduta libera.

La Lega conduce il gioco dal primo giorno di governo: fa e disfa la linea e più che altro si espande elettoralmente svuotando gli altri partiti e in particolar modo proprio i 5 Stelle.

Pragmatismo e concretezza ma più che altro la Lega possiede una classe dirigente che non improvvisa e che negli anni di permanenza all'opposizione e al governo ha imparato i segreti del mestiere della politica.

La percezione devastante che avanza nell'opinione pubblica è di una leggerezza, superficialità e una non capacità di stare nelle istituzioni da parte degli esponenti dei 5 Stelle.

Il viaggio di Di Maio con Alessandro Di Battista a Parigi e l'azzardato incontro con il capo dei gilet gialli è devastante.

Una scivolata che potrebbe costare davvero caro al capo dei Pentastellati con una probabile rivolta interna dall'esito tutto che scontato.

Non è casuale se i sondaggi a tre mesi dall'appuntamento elettorale segnalano il Movimento 5 Stelle inchiodato al 23 per cento ovvero 10 punti in meno rispetto al risultato del 4 marzo.

I sondaggisti certificano che l'effetto rinforzo dovuto al provvedimento del Reddito di ciattdinanza non avrà clamorose ricadute sul consenso dei 5 Stelle anche perchè la forbice dei beneficiari si è molto ristretta.

C'è la netta sensazione che Salvini ormai si trovi nella fase finale dell'attuazione della sua strategia a tenaglia contro i 5 Stelle.

Una strategia sapientemente pianificata e con un cronoprogramma preciso che lo sta portando dritto ad incassare un consenso enorme e decidere non solo le sorte della Ue ma soprattutto quelle dell'Italia.

di Arnaldo Capezzuto