La maggiornza taglia i fondi a Radio Radicale e poi commemora il direttore scomparso. La denuncia vibrante di Sgrabi: "Vergognatevi"

Vittorio Sgarbi difende Mimmo Lucano, prende le distanze dall'ultimo Silvio Berlusconi, si scaglia contro che vive solo di propaganda. E' una nuova vita quella del critico d'arte prestato alla politica da molti anni.

Il pirotecnico intellettuale che siede nel gruppo misto per scelta non le ha mandate a dire ieri con il suo intervento alla Camera dei Deputati.

Sgarbi è intervenuto nel dibattito e con grande passione, grinta e forza ha ricordato il giornalista Massimo Bordin, un cronista di razza che per oltre 30 anni ha lavorato, plasmato e dato l'anima a Radio Radicale e al vero servizio pubblico. L'emittente radiofonica rischia di chiudere.

I fondi per far sopravvivere l'emittente che negli anni ha seguito oltre le attività del Parlamento e dei suo organismi ha documentato con dirette e differite i maggiori processi giudiziari.

Un vero e proprio patrimonio del Paese. E il deputato Sgarbi approfittando della ipocrita commozione espressa dalla maggioranza per l'improvvisa scomparsa del giornalista e anima di Radio Radicale ha lanciato delle potenti bordate.

 ''I 5 stelle che ora lo piangono hanno chiuso Radio Radicale" - esordisce Sgrambi.

"C'è un limite all'indecenza - ha attaccato - piangono Bordin ma chiudono Radio radicale. Allora, o la riaprono e rinnegano le stupidaggini di Crimi e Di Maio, oppure non ha senso il loro pianto, verso uno che hanno umiliato".

"Tutto questo mentre ogni parlamentare del Movimento versa, ogni mese 300 euro alla piattaforma Rousseau. Soldi di Stato che vengono dati a un privato. E' una cosa che indigna, la scelta di Crimi e Di Maio è indegna. Si vergognino" ha concluso Sgarbi.

di Pier Paolo Milanese