La Garante dell'Infanzia Filomena Albando: "E' ora di installare videocamere nelle classi"

Maltrattamenti a scuola. In Lombardia due casi in poche ore. Una maestra di 50 anni, titolare di un asilo nido a Varzi, comune dell'Oltrepò Pavese, è stata arrestata dalla Guardia di Finanza. La donna, alla quale sono stati concessi gli arresti domiciliari, è accusata di maltrattamenti nei confronti di bambini di età compresa tra 1 e 3 anni. Due sue collaboratrici, inoltre, sono state denunciate per abuso dei mezzi di correzione nei confronti di minori. Spinte, schiaffi e strattonamenti sono stati ripresi da telecamere durante le indagini. Un altro caso, invece si è verificato nel Comasco. I Carabinieri della Compagnia di Como hanno infatti dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip di Como, nei confronti di una donna di 58 anni ritenuta responsabile di maltrattamenti "commessi in qualità di educatrice in un asilo nido di Cernobbio (Como), dove poneva in essere condotte violente nei confronti di bambini di età compresa tra i 3 e i 18 mesi". Il24.it ha chiesto alla garante per l'infanzia ( AGIA) FIlomena Albano sul pugno duro verso questi atti con l'istallazione delle telecamere nelle scuole sia private che pubbliche.

Dottoressa, altri due casi di maltrattamenti a scuola. E' ora di parlare seriamente di telecamere a scuola?
“L’obbligo di installare telecamere negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia consentirebbe una maggiore tutela contro violenze e abusi nei confronti di bambini molto piccoli. Altrettanto importante, però, è prevedere sistemi di formazione iniziale e permanente del personale e una sistematica raccolta dati di tipo quantitativo e qualitativo che, dando la fotografia del fenomeno, consenta di porre in essere interventi di prevenzione. L’insieme di queste misure consentirebbe così di garantire l’interesse prevalente rispetto a tutti gli altri in gioco: il superiore interesse del minore, previsto dall’articolo 3 della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”.

E sulla riservatezza?

Sotto il profilo della riservatezza poi secondo l’Autorità garante è positivo che i sistemi di videosorveglianza siano a circuito chiuso, criptati e accessibili soltanto su autorizzazione della magistratura.