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La denuncia di Diego contro il prete pedofilo finisce a 'Chi l'ha visto?'. E c'è chi chiede un passo indietro del cardinale Sepe

di Arnaldo Capezzuto

“Chi l'ha visto”, la trasmissione di Raitre, condotta da Federica Sciarelli, si occuperà nuovamente del caso di Diego Esposito, (nome di fantasia) che all'età di 13 subì una serie di presunte violenze sessuali da parte di un parroco del quartiere Ponticelli.

Una storia sepolta nel passato che poi il ragazzo diventato maggiorenne ha deciso di portare alla luce.

Diego non è il solo, pare che altri due ragazzi subirono le attenzione del prete. Non si è trattato solo di pedofilia ma da quando emerge da altri atti depositati presso l'avvocato Carlo Grezio, il parroco avrebbe: “dato incarico almeno due volte a settimana di trasportare con la sua bicicletta, una cartella o uno zaino a Pollena Trocchia presso delle case o dei circoli e gli diceva che contenevano bibbie o libri del catechismo. Ebbe modo di fermarsi durante il percorso verso i luoghi di destinazione delle cartelle e di constatare che contenevano armi (pistole automatiche e revolver) chiuse in asciugamani a mò di pacchettini e confezioni di sostanze stupefacenti”.

Vicende gravissime, inquietanti. Titubante e incerto l'atteggiamento della Curia di Napoli e del cardinale Crescenzio Sepe.

Sta di fatto che Don Silverio Mura – questo il nome - a seguito delle molte segnalazioni viene 'parcheggiato' in un convento del Pavese. Questo è quello che ufficialmente sostengono a Largo Donnaregina, in realtà, Don Silverio Mura cambia nome in Don Saverio Aversano e come nulla fosse svolge l'attività di parroco nella parrocchia di Montù Beccaria, un piccolo centro del Pavese. Il caso esplode quando è la stessa vittima Diego Esposito a rivolgersi direttamente al Santo Padre.

E Papa Francesco non lo delude e ordina la riapertura del caso incaricando la Congregazione Dottrina della Fede di procedere a tutti gli adempimenti con l'affidamento alla Diocesi di Napoli di effettuare un'indagine seria, puntuale e circostanziata.

Grazie al clamore mediatico poi si scoprirà che Don Silverio Mura alias Don Saverio Aversano insegna catechismo ai bambini, anima iniziative e celebra messa.

A caricare un peso da novanta ci pensa la trasmissione televisiva de 'Le Iene' con Paolo Trincia che accende la telecamera sul caso. Il parroco scompare.

Dal 7 marzo la piccola parrocchia del Pavese, infatti, non ha più il parroco titolare. Le domande sono molte e inquietanti.

E lo stesso Trincia che chiede al cardinale Sepe ed a Luigi Ortaglio, il cancelliere arcivescovile, che un anno fa inserì nel comunicato di trentadue righe che contestava le accuse di avere protetto Silverio Mura per ben otto volte per intero il nome vero di Diego Esposito: "Lei sapeva che, invece, di essere chiuso in un convento, in una casa per questi casi qua, in realtà stava in una scuola?”.

Ortaglio nega e Trincia gli fa ascoltare l’audio delle sue dichiarazioni. Il cancelliere  quel punto commenta con distacco : “Con la bocca si può dire quello che si vuole”.

E alla replica di Trincia: “Lei ha mentito quindi?”, Ortaglio tronca la conversazione.

Il caso, domani, approda alla trasmissione 'Chi l'ha visto?' e tra le tante incongruenze c'è quella proroga che Papa Francesco vorrebbe accordare a Sepe a fine mandato.

Il diritto canonico ordina che al compimento del 75esimo anno di età, per i cadinali scatta la pensione. Sepe, invece, avrebbe imposto e ottenuto una proroga del mandato ai vertici vaticani.

L'alto prelato originario di Carinaro è personaggio discusso, già protagonista di pesanti inchieste giudiziarie, tutte adagiate su di un binario morto. Anche in questa vicenda, altro chè chiarita, non né esce proprio bene, anzi.

La prostesta dell'altro giorno davanti al Duomo di Napoli della 'Rete l'Abuso' ne ha denunciato la reticenza e la scarsa attenzione sul tema delle violenze subite da un presunto prete pedofilo.

E c'è chi con insistenza si appella alla saggezza di Papa Francesco affinchè non conceda la proroga a Sepe di altri 24 mesi di mandato.

 

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