La crisi della maggioranza? Le bugie hanno le gambe corte

La crisi della maggioranza? Le bugie hanno le gambe corte. Era lo scontato sbocco alla martellante propaganda duranta oltre un anno.

Chiacchiere formato panna montata, promesse vendute tanto al chilo, irragionevolezza e arroganza, populismo spinto e una narrazione a colpi di bugie e irrealtà.

I numeri sono numeri, le cifre sono le cifre ed i conti non tornano. Reddito di cittadinanza, quota 100 stanno provocando una voragine nei conti pubblici.

L'economia non tira, i mercati sono pressochè fermi, il pil è stto zero e gli obblighi finanziari europei sono come un cappio al collo del Paese.

E' in questo scenario che s'inscrive la gravissima crisi politico-istituzionale del Paese. E' chiaro che il contratto per il governo del cambiamento sottoscritto da Lega e M5S è carta straccia.

Ora non è la resa dei conto ma poco ci manca. Orami nessuno più crede che dopo il 26 maggio a urne chiuse tutto sarà uguale a prima.

Devastante e segreto il contenuto del Def. Esiste una cornice ma nessuno conosce i provvedimenti in esso contenuto. Una situazione di ambiguità e di poca trasparenza.

I soldi mancano ed a parte dire che occorre recuperare risorse manca nei fatti la sostanza: la tanto annunciata  spending review non porterà risparmi tali da risolvere la grave crisi economica-finanziaria del Paese.

Una realtà amara che smaschera il giochino di Lega e Movimento 5 Stelle e fibrillazioni che paralizzano l'azione di governo.

L'Ufficio parlamentare di bilancio ha avvisato il ministro dell'Economia Giovanni Tria e il premier Giuseppe Conte e  nel rapporto sul Def certifica nero su bianco che dopo le manovre di contenimento della spesa "dell'ultimo decennio", "ulteriori riduzioni di spesa potrebbero essere ardue da realizzare".

"In prospettiva - sottolinea l'Upb - le misure di revisione della spesa dovrebbero essere realizzate attraverso interventi più mirati"

In sintesi, si è giunti al fondo del barile e non è più possibile raschiare perchè è minacciata da vicino la coesione sociale.

di Pier Paolo Milanese