La consigliera Ciarambino (M5S) come la Madonna: salva un uomo dal suicidio e lo fa rinascere, grazie al reddito di cittadinanza

Fare propaganda a manetta, sfruttando la misura del reddito di cittadinanza.

Farsi belli e generosi sulla pelle altrui. Utilizzare strumentalmente la condizione temporanea di povertà di una persona per mostrarsi al 'popolo' come una sorta di benefattore.

Il mondo intero deve sapere che proprio quel sventurato - ora in procinto di ricevere il primo assegno di sussidio - è stato aiutato da un politico samaritano, che addirittura gli ha offerto un pranzo salvifico e non ha fatto nulla per tenerlo nascosto.

La consigliera regionale Valeria Ciarambino, dimaniana di ferro del Movimento 5 Stelle, è come la Madonna : adesso fa i miracoli.

Con la notoria riservatezza e pacatezza che contraddistingue l'esponente pentastellata, scrive un post sul suo profilo social e racconta una storia di speranza.

Guarda caso sceglie proprio il giorno in cui parte la consegna delle domande per il reddito di cittadinanza, insomma, giusto per stare sul pezzo e coltivare la speranza - quella si - di qualche generoso passaggio sui giornali con nome e cognome in neretto.

Non è Natale ma lo potrebbe essere, qui c'è spazio solo per la commozione e bei sentimenti.

Il messaggio-post scritto dalla consigliera è entusiastico, non manca una spruzzatina di retorica e un pizzico di  propaganda, si sa non guasta mai.

Le parole sono solenni e potrebbero essere scolpite 'a futura memoria' in una bacheca marmorea ma per ora ci accontentiamo di Fb.

"Dedico il REDDITO DI CITTADINANZA a tutte le persone come Vincenzo, che oggi possono ritrovare la dignità che gli è stata rubata" - scrive l'ex candidata presidente alla Regione Campania -.

"Vincenzo aveva una piccola ditta che era stato costretto a chiudere per via della crisi, ritrovandosi senza lavoro e senza nessuna possibilità".

E aggiunge : "L'ho conosciuto pochi mesi fa, quando si era accampato per giorni sotto il Consiglio regionale per denunciare la sua situazione". Mi aveva colpito la sua dignità e la sua voglia di avere un'altra opportunità".

La Ciarambino conclude lo scritto a tratti lirico e con un adagio mistico con : "In quell'occasione gli dissi che io non avevo un lavoro da offrirgli, ma che dal Governo ci saremmo battuti perchè il reddito di cittadinanza diventasse realtà nel nostro Paese. Questa è la mail che mi ha scritto qualche settimana fa".

L'ex capogruppo grillina non si ferma qui e fa seguire al suo componimento quasi poetico, lo screenshot della citata mail di Vincenzo.

C'è da dire che le parole di Vincenzo, contenute nella mail inviata alla consigliera erano di natura privata, riservata e non scritte per diffonderle sui social.

La Ciarambino pensa bene e quindi male di farne parte della sua comunicazione. Assicurato l'anonimato all'interlocutore, ne esce fuori una pioggia di complimenti rivolti - guarda caso - alla stessa consigliera che non fa nulla per tenerli al riparo.

Insomma, indirettamente, la consigliera conterranea del leader maximo Luigi Di Maio, raccontando questa storia e quindi rendendola pubblica, si fa da sola i complimenti, autocelebrandosi.

Ne esce fuori uno sbrodolamento della serie : me la canto e me la suono da sola con applauso incorporato e lacrime di commozione.

"Grazie a quel pranzo che mi ha offerto quel lontano giorno al Centro direzionale non lo ho mai dimenticato - scrive Vincenzo nella mail privata - forse ora sarei morto impiccato o sotto a un treno...".

"Lei mi sta facendo rinascere sono un nuovo uomo, padre, marito e genitore. Le auguro una bellissima carriera ce ne vorrebbero persone come lei nell'attività della politica".

Si resta senza parole, e forse è anche meglio.

di Arnaldo Capezzuto