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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Jessica era scappata e aveva chiamato la polizia 7 giorni prima della morte. Cosa è successo dopo?

La morte della giovane Jessica Valentina Faoro, la diciannovenne uccisa a coltellate dal Tranviere Alessandro Garlaschi desta ancora dubbi e sospetti nonostante l'assassino sia reo confesso. Perchè la giovane si trovava in quell'appartamento, che ruolo ha avuto la moglie di lui e soprattutto si sarebbe potuta salvare?

I dubbi, infatti, non riguardano tanto le modalità dell’omicidio, poiché è stato lo stesso Garlaschi a confessare di aver ucciso la ragazza e di aver tentato, prima di avvertire le forze dell’ordine, di disfarsi del cadavere. Riguardano piuttosto la presenza della ragazza nell’appartamento dell’uomo e della compagna ed il perché la compagna permettesse a Garlaschi di ospitare diverse giovani in quel bilocale angusto in cui vivevano insieme (pare che Jessica fosse solo l’ultima di una lunga serie).

Ad acuire i dubbi sulla presenza di Jessica in quell’appartamento c’è la richiesta di aiuto lanciata dalla stessa ragazza sette giorni prima di essere uccisa. Ad inizio mese, infatti, l’adolescente aveva chiamato la polizia per denunciare un tentativo di molestia sessuale da parte del tranviere, fornendo alla polizia persino l’indirizzo dell’appartamento. Quella sera gli agenti hanno trovato la diciannovenne in strada, spaventata e decisa a non tornare nell’appartamento, inoltre, quando le hanno chiesto cosa volesse fare, lei ha risposto: “Devo tornare di sopra a prendere i mie due zaini, non voglio rimanere più in quella casa”. Prima di farla risalire, gli agenti hanno perlustrato l’appartamento e non trovando nulla di insolito sono scesi ed hanno detto alla ragazza che per indagare sull’uomo doveva presentare una denuncia formale.

I due poliziotti le hanno anche chiesto se avesse bisogno di un abitazione in cui andare e se, dato che quella sera aveva la febbre, voleva essere accompagnata in ospedale. Jessica, però, ha rinunciato all’aiuto ed ha detto agli agenti che avrebbe pernottato da un’amica e che prima sarebbe andata in ospedale con la bici. Quella notte non è tornata in via Brioschi 93, ma lo ha fatto i giorni seguenti. Viene da chiedersi per quale motivo la diciannovenne ha cambiato idea ed è tornata nell’appartamento dal quale voleva disperatamente fuggire.