Invitalia, blitz della Finanza: arresti per corruzione

Erano pronti a lucrare 5 milioni di euro dai fondi di 'Invitalia'. Il gruppo di soggetti finiti agli arresti domiciliari su richiesta della Procura di Roma, nell'ambito di accertamenti coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, devono rispondere di accuse pesanti. Le verifiche sul campo sono state seguite dagli investigatori della Squadra mobile della polizia della Capitale. Erano 11 i progetti fasulli ch avrebbero potuto portare i fondi promessi.

"Era quella meta a cui puntavano", si sottolinea. L'indagine è durata un anno e mezzo ed è nata da intercettazioni telefoniche e ambientali che davano prova dell'interesse dei soggetti alle erogazioni pubbliche di Invitalia. Uno degli elementi importanti dell'associazione è l'ex consigliere del Comune di Roma, (eletto con la Lista Marchini e poi confluito nel gruppo misto), Ignazio Cozzoli.

La base operativa dove l'associazione criminale si riuniva era invece lo studio legale dell'avvocato Francesco Capoccia, 41 anni. Le tangenti effettivamente elargite sono poca cosa, circa 600 euro, ma la promessa era pari a 70 mila euro. "Sono stati fermati sul nascere", si aggiunge.

Lo schema era sempre lo stesso - si chiarisce - presentazione progetto da parte di un imprenditore/testa di legno, ottenimento del via libera, e poi incontro con finanziatori. Qui si inseriva la figura dell'avvocato Capoccia che grazie all'aiuto dell'impiegato infedele Luigi Napoli, 45 anni, forniva in anticipo i requisiti e le domande che i valutatori avrebbero fatto.

Il capo della Squadra Mobile, Luigi Silipo: "E' da un anno e mezzo che abbiamo istituito la squadra speciale contro la corruzione. La materia è molto tecnica, ma il procuratore Ielo ci ha dato subito fiducia. Sono orgoglioso dei miei uomini e in particolare della nostra sezione guidata da Maurizia Quattrone".

Dal ristorante, al centro estetico fino al maneggio. Gli arrestati sono indagati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe aggravate ai danni dello Stato, corruzioni, rivelazioni ed utilizzazioni di segreti d'ufficio; Napoli risponde anche di accesso abusivo ad un sistema informatico con l'aggravante di rivestire la qualifica di pubblico ufficiale. Insieme agli arresti sono state eseguite perquisizioni nelle abitazioni di residenza e gli uffici degli indagati, compreso lo studio legale di Capoccia e la sede di Invitalia.

L'attività ha consentito - è stato sottolineato - l'acquisizione di ulteriori elementi di riscontro sui quali proseguono le indagini

Il gruppo otteneva finanziamenti illeciti grazie a richieste di finanziamento creato ad hoc da un dipendente di Invitalia. Oltre all'ex consigliere comunale Ignazio Cozzoli a finire ai domiciliari Emanuele Rigante', Massimiliano Portaleone, Filippo Marullo, l'avvocato Francesco Capoccia, Silvia Pronti, il dipendente di Invitalia Luigi Napoli e Riccardo Solfanelli, gia' capo di gabinetto dell'ex vicesindaco nella giunta Alemanno, Sveva Belviso.