Intervista all'esperto Marco Esposito: "Non siamo nella stessa condizione della Grecia. L'Italia non fallirà"

di Pietro Di Marco

"Non siamo nella stessa condizione della Grecia. Finché c'è chi compra i btp italiani, il Paese non fallirà". A parlare a il24.it è il giornalista de IlMattino di Napoli Marco Esposito, esperto in economia e finanza."C'è qualcuno che compra un titolo italiano e qualcuno che lo vende pensando che non ci guadagna più. Se c'è qualcuno che pensa il Paese fallisce, credo sia una operazione insensata. L'ipotesi che l'Italia onori il suo debito è ancora elevata".

Dottore cosa succede in Italia. Quali causa porta l'innalzamento dello spread?

Lo spread come nell'immediato non ha effetti negativi. E' un indice molto rapido nella sua mutevolezza, ma non ha effetto immediato  su risparmi o mutui. Indica i rendimenti dei titoli di stato italiano con quelli tedeschi. Dato che il rendimento del btp è fisso. Chi li compra sta comprando i titoli italiani sia sufficienti 3 punti il rischio è basso.

Quindi?

Visto che le aste si tengono di rado, quello che si capisce è che gli operatori internazionale stanno vendendo btp italiani. Dato che il prezzo dei btp è fisso, automaticamente sale il rendimento in percentuale. Chi li compra è convinto che questo differenziale di prezzo che è intorno al 3% sia sufficiente a tutelarlo e  che l'Italia non esploda. 3 punti vuol dire che il rischio è ancora notevolmente basso. Se il Paese fosse effettivamente a rischio fallimento, non sarebbero 3 punti ma almeno 10 o 15 o 20. Il rischio per la Germania è pari a zero.

Quali cause hanno portato le parole di Mattarella? Come hanno reagito i mercati?

Cosa c'è stato allora? Savona da economista ha fatto una simulazione. Ha immaginato non solo l'Italia come potesse uscire dall'euro, ma anche di dichiarare il fallimento del proprio debito. Ora, che l'abbia fatto un economista qualunque è una cosa, ma dato che l'ha fatto un possibile Ministro è un'altra. Mattarella nella sua dichiarazione ha peggiorata la situazione. Il Presidente non è che abbia detto di no al Governo, ma nel suo discorso ha fatto un esplicito riferimento ad un'Italia che potesse uscire dall'euro. Punto che nel contratto non c'è. Ha ventilato la possibilità che l'Italia potesse uscire dall'Europa. Rompere il tabu sull'euro, sulla possibile di uscire dall'euro, ha scombussolato i mercati. Il problema nasce dal fatto che l'Italia ha accumulato un debito in passato elevato. I mercati hanno temuto che l'Italia non potesse più restituire i soldi. Che per esempio il debito potesse essere pagato in lire, cioè con una moneta debole.

Allora tutto questo timore non c'è

Lo spread in sé non crea rischi. Che l'Italia possa dichiarare fallimento è una cosa per ora lontana. Però il fatto che se ne sia parlato, ha cominciato a destare qualche preoccupazione. Se tutti gli italiani cominciassero a prelevare soldi dalla banca pensando che nel giro di poche ore potremmo passare alla lira, allora autofalliremmo. Le banche fallirebbero

Se uscissimo domani dall'euro? Cosa succederebbe?

La prima cosa è che ci sarebbe una svalutazione della moneta. Un turista troverebbe i prezzi più economici e quindi qualcuno ne gioverebbe. Potrebbe essere positivo per un verso. Ma una moneta debole mette a rischio chi ha dei redditi fissi. Quando abbiamo lasciato la lira, con mille lire ci potevi comprare delle cose. L'epoca dell'inflazione prevede che delle voci fisse, degli stipendi fissi, perdano subito di valore. Stessa cosa può succedere ad un imprenditore che si indebita sul mercato internazionale. Se oggi sa che deve restituire 10mila euro, domani il suo debito non cambia perché è sempre di 10 mila euro, solo che con la lira il valore di quei soldi che deve dare sarebbe maggiore.

Una moneta debole tende a creare una scorciatoia. Se oggi un politico promette 780 euro al mese, un domani con la moneta che si svaluta, si può promettere 780 lire, tanto la moneta è infinita, la stampi tu. Solo che più la stampi più si svaluta. Il sistema si autoregola. Il problema è che più stampi più la moneta si svaluta. Quindi si rischia un rapido impoverimento. Il negoziante aumenta i prezzi per guadagnare di più, ma il pensionato deve aspettare una nuova legge. Cioè chi ha redditi fissi rischia l'impoverimento. Oggi anche un pensionato con una pensionato bassa, con una inflazione stabile, compra ogni mese le stesse cose. Tornare ad una inflazione variabile porta ad una incertezza,