Intervista a Pippo Civati: "Calenda non fa la sinistra. Toninelli è la nuova spalla di Salvini"

"Calenda?, la persona meno di sinistra che esista". A parlare è il fondatore di Possibile e della casa editrice People, ex parlamentare del Pd Pippo Civati.

 

Che tipo di Governo è, secondo lei qual è la vera fotografia attuale dell'esecutivo Italiano. Perché tanti litigi?

Beh, quando si basa il proprio programma sulla propaganda è ovvio che ad un certo punto le cose non vadano più bene. Sia il Movimento 5 Stelle che la Lega portano avanti una loro idea di politica, fondata su slogan e frasi ad effetto. Ora fanno i conti quello che hanno seminato in questo periodo.

Secondo lei Salvini va processato, ha più volte detto che lui difende la Patria in nome della Costituzione. Se lei avesse fatto parte della giunta avrebbe votato per la immunità?

Salvini va processato. Tra l'altro io avevo lanciato la battuta restiamo immuni, visto che al governo non arriva il messaggio di restiamo umani. Loro hanno ribaltato il concetto a proprio piacimento"

Come giudica la posizione del Movimento 5 Stelle. Il suo elettorato era di centro sinistra e di sinistra, poi sembra essersi spostato tacitamente verso l'ala salviniana, appoggiando il governo Giallo Verde.

Mah, il Movimento 5 Stelle è entrato in Parlamento e ci accusava di non essere di sinistra. Ora si trovano a dare la spalla a Salvini che comunque ha appoggiato governi di destra ed è in rapporti con questa. Tra l'altro mi sembra che la nuova spalla di Salvini sia proprio Toninelli.

Secondo lei che Europee saranno? In questo momento la posizione dell'Italia in Europa è delicata. Sia con quello che succede nei porti Italiani, con le varie posizioni contrastanti contro la Francia.

Bisogna scongiurare la possibilità di un ritorno al nazionalismo. La sinistra italiana ed europea devono costruire una società corale.

Come lo giudica il progetto Calenda? Può essere la strada della nuova sinistra?

Calenda non fa la sinistra. Segue il suo piano e basta.

Lei rientrerebbe nel Pd?

Ma non sono io che devo rientrare, credo sia il Pd che deve rientrare nelle proprie idee. L'ho detto circa un anno fa e lo dico tutt'ora, il Partito Democratico deve tornare alle sue radici. Mettere il popolo al centro