Intervista a Matteo Richetti: "Niente ammucchiate con i 5 Stelle. Apriamo a tutto il centrosinistra"

Autostima ritrovata, il Partito Democratico torna a far parlare di sé dando una spallata all'innominabile Matteo Renzi e, quindi, al passato. "Basta personalismi", "ora unione", "torniamo ad essere dialogare". Gli slogan sono ormai chiari e per combattere la corazzata Verde di Salvini è l'obiettivo numero uno. A commentare il successo di domenica è il senatore Matteo Richetti.

Più di un milione e mezzo di votanti, l'encefalogramma non era poi così piatto

Quasi un milione e seicentomila persone hanno votato a queste primarie a dimostrazione che esiste un popolo del Pd, che ci sono gli elettori. Ora il Pd deve dimostrare di esistere e meritarsi questa attenzione rispondendo alle attese di così tante persone. Ora è il momento delle idee. La politica non può ridursi semplicemente ad un elenco di provvedimenti, anche ben fatti. Si alimenta e trova la sua realizzazione grazie anche alla costruzione di una visione strategica e di un senso di comunità. Questa è anche la richiesta venuta dalle primarie.

Martina non ha vinto, ma per il Partito è un buon risultato. Ora che c'è Zingaretti cosa succederà, cosa farete?

Martina non ha vinto ma lo slancio con cui ha affrontato le primarie e la sua attenzione all’unità sono andati incontro proprio alla richiesta che proveniva dalla nostra gente. Una richiesta che era stata ribadita con grandissima forza anche durante la manifestazione di Piazza del Popolo. Lavoriamo per costruire una proposta, per essere alternativa e non solo opposizione, allargando il campo del Centrosinistra.

Il vero problema allora era la rottamazione renziana?

Abbiamo passato un anno a parlare del passato, ora se vogliamo andare avanti ed iniziare ad essere conseguenti con quello che ci chiedono le persone che hanno votato alle primarie è il momento di archiviare le divisioni e superare le personalizzazioni. Un Partito è tale se si vince e si perde insieme.

Secondo lei il popolo è andato a votare per chiedere al Pd di fare pace e sconfiggere l'ultra destra Salviniana?

Guardi la richiesta di unità è ciò che ha da sempre contraddistinto la nostra gente. Ma è indubbio che le scelte di Salvini e gli atti gravissimi compiuti da questo Governo, compresa la sua evidente inadeguatezza, stiano determinando una crescente preoccupazione. E la richiesta delle persone arriva in maniera concreta: la manifestazione Si Tav, la Marcia di Milano e l’alto numero dei votanti alle primarie testimoniano che esiste la richiesta di una alternativa. L’atteggiamento violento del governo, che non perde occasione per prove muscolari, la visione discriminatoria della società, unità ad un progressivo svuotamento del parlamento e delle sue funzioni, sono fatti gravi e molto concreti. Un atteggiamento di sfida continua che sta producendo un pericoloso e progressivo isolamento internazionale del nostro Paese. Contro tutto ciò arriva, da un numero sempre crescente di persone, la richiesta di una risposta democratica.

Domenico De Masi, in una intervista rilasciata al nostro giornale, ha detto di essere andato a votare anche perché deluso dal Movimento 5 Stelle. Ha votato Zingaretti. E' possibile una grande coalizione con i dissidenti del Movimento 5 Stelle, anzi Di Maio e Anti Salvini?

Senta giro alla larga dall’idea delle ammucchiate, altra cosa è avere una proposta concreta e rivolgersi a tutti quegli elettori, e sono sempre di più, delusi o sconcertati dalle scelte di questo Governo.

Per convincere tutti gli altri sfiduciati del Pd cosa farete ora?

Abbiamo due strade che devono essere percorse insieme. La prima è un programma concreto, in grado di dare risposte in particolare sul lavoro, sulle grandi trasformazioni in atto che impongono di pensare ad una nuova stagione dei diritti. E poi presentare candidati credibili. E come detto è altrettanto importante offrire una proposta e una idea diversa di Paese, dove il senso di comunità prevalga sulla paura, dove la solidarietà sia considerata un valore e non un pericolo.

Le Europee sono alle porte, c'è più autostima, ma i sondaggi restano fermi: fissi un'asticella sotto la quale il Pd non deve scendere

Guardi la mia unica preoccupazione è quella di far crescere il Pd, non fisso asticelle. Il Pd, anche per questo ho firmato il manifesto di Calenda, può e deve essere il perno di un campo del Centrosinistra ampio, che fa della solidarietà e dell’inclusione un carattere distintivo del suo programma. Le prossime elezioni devono essere l'occasione per portare a Bruxelles la richiesta di costruire un sistema europeo di tutele per le persone che perdono il lavoro. O che coloro che fanno uno stage o cominciano a lavorare vedano retribuita la loro capacità. Ad esempio ho preparato una proposta in cui si prevedono stage e tirocini retribuiti per i giovani, mi batterò affinché entri anche nell'agenda della campagna Europea. Sarebbe ora di riconoscere lo sforzo di chi ha speso anni a formarsi. Il tema sarà quello di stare in Europa e far capire i vantaggi di questa scelta.

di Pietro Di Marco

 

 

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