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Intervista a Di Pietro: "Di Maio non dovrebbe appoggiare i gilet gialli, vi spiego chi sono in Italia"

Intervista a Di Pietro: "Di Maio non dovrebbe appoggiare i gilet gialli, vi spiego chi sono in Italia"

di Pietro Di Marco

 

Non c'è pace per il Governo Giallo Verde.

Dopo il caso Dl Sicurezza e la Sea Watch, la nave Ong che aspetta ancora di attraccare in uno dei porti d'Italia o Malta, Di Maio, dall'alto del suo dicastero incita i gilet gialli francesi, ricordando, forse, di essere stato anche lui tra quelli che criticavano il governo tra gli scranni di Montecitorio.

In una nota pubblicata sul Blog delle Stelle, Di Maio scrive: "Il MoVimento 5 Stelle - assicura - è pronto a darvi il sostegno di cui avete bisogno. Come voi, anche noi condanniamo con forza chi ha causato violenze durante le manifestazioni, ma sappiamo bene che il vostro movimento è pacifico".

Parole che non sono state gradite dall'attuale Governo Francese, né dall'Unione Europea.

Sulla questione si è espresso anche l'avvocato Antonio Di Pietro, ex leader di Italia Dei Valori.

Cosa pensa delle parole del Vice Premier sui gilet Gialli? Che lettura ha dato? 

Per sposarsi bisogna essere in due. Questa mossa di di Di Maio mi sembra tanto quando uno guarda la televisione ed esclama: quanto è bella quella bionda. Bisogna vedere se la bionda ci sta. Al di là della battuta, i gilet gialli combattono contro un governo. Nel caso di Di Maio che succede? Che un governo combatte un governo? Che significa?

Ma qui i gilet gialli chi sono, quindi? 

Questi gilet gialli sono persone a cui non sta bene il governo, combattono contro le scelte di chi sta in alto. In Italia non ci sono. Soprattutto i miei amici 5 Stelle. Devono capire che ora sono i giudicati e non i giudicatori. Non lo vogliono capire. Oggi dicono tutte le cose che non stanno bene, ma dimenticano che ci sono loro a governare.

Senta avvocato che lettura ha dato, quindi, su quello che accade ora in Italia? Perché tante critiche all'operato del Governo giallo verde? 

Pare che più che critiche ci troviamo a leggere ed ascoltare autocritiche. Se ne dicono più dentro il governo stesso e poi nel movimento.Quelle che vengono dall'esterno rappresentano le regole del gioco. Una opposizione che lancia accuse è normale. Ma quando vengono dall'interno di un organo o un partito la cosa cambia. I panni non si lavano più in famiglia.

Ritengo che questo governo sia frutto di un rapporto anomalo dovuto al fatto che si sono presentanti alle elezioni due forze contrapposte, che avevano programmi contrapposti che avevano elettori contrapposti. In una situazione normale, di democrazia, il Presidente della Repubblica doveva nominare un governo tecnico e tornare a votare. Invece cosa è successo? Che un contratto li ha uniti e ognuno di loro ( Lega e Cinque Stelle) dice la propria senza ascoltare l'altro. Questo teatro ce lo troveremo per 5 anni.

Quindi durerà? 

Si, ma non perché c'è un accordo contrattuale, o perché c'è un progetto politico. Ma perché il loro pensiero è "abbiamo trovato la luna nel pozzo". Sono Parlamentari in cerca di autore, gelatai che si sono trovati lì per caso. Gli si secca il ditino quando devono votare la sfiducia. Ecco perché non lo fanno. L'accordo lo trovano perché a casa non ci vogliono andare. Come i precedenti governi, insomma.

Renzi oggi si è scagliato contro la scelta del Governo di salvare la banca Carige. I cinque stelle lo insultarono quando l'ex premier salvò Monte dei Paschi di Siena e banca Etruria.

Invertendo l'ordine degli addendi il risultato non cambia. Mi pare che oggi fanno quello che hanno fatto ieri. Quello che hanno contestato ieri, fanno oggi. Quel che contesteranno oggi, faranno domani. Sempre la stessa manfrina. Questo è.

Ma che farà in futuro? Voci di corridoio la davano di nuovo tra i ranghi pronto a partire per altre corse politiche

No, basta. Io ho già dato. Ora mi voglio dedicare al mio lavoro.

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