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In piazza per gridare No Tav, l'invasione dei 70mila. Grillo: "I nuovi borghesi difendono un buco mai fatto in val di Susa"

Una mobilitazione massiccia per dire No alla Tav. Non solo piemontesi ma da tutt'Italia sono giunti a Torino per manifestare ed esprimere democraticamente il proprio idssenso rispetto ad un'opera invasiva e che nulla c'entra con il progresso e la modernità.

Anche il comico genovese Beppe Grillo ha detto la sua sulla Tav con un post sul suo blog - ' Tav is the new black' - che lascia poco ai dubbi.

"E’ curioso come, a difendere un buco mai fatto in val di Susa, troviamo persone che riferiscono di appartenere a tutto lo spettro delle realtà produttive. Dal piccolo artigiano al medio-industriale i nuovi borghesi trovano un vessillo assolutamente futuristico sotto il quale riunirsi" - argomenta il garante e fondatore del Movimento 5 Stelle.

"Siamo qui in divisa, come vigili del fuoco, contro la distruzione del territorio e per la salvaguardia e la cura dell'ambiente, contro la militarizzazione delle valli. Soldi buttati al vento, per tutelare interessi di pochi imprenditori e delle mafie locali" - raccontano dal consiglio nazionale Usb dei vigili del fuoco.

In corteo anche Enrico Panini, vicesindaco di Napoli e segretario del Movimento Dema che aggiunge : "Siamo qui perché condividiamo le preoccupazioni e le posizioni dei sindaci della valle e dei cittadini: è un'opera devastante e inutile".

Panini, che sfila contro la Tav in fascia tricolore insieme ai primi cittadini della Valle di Susa e agli amministratori torinesi e piemontesi conclude: "È solo un intreccio - accusa - che favorirà solo corruzione e malavita organizzata. Non c'è bisogno di grandi opere - conclude - ma che quelle che ci sono vengano messe in sicurezza, che scuole e ospedali funzionino e che il trasporto regionale possa essere degno di questo nome".

Controlli discreti alle stazioni di Porta Nuova e Porta Susa, per chi è arrivato in treno, e ai caselli di Trofarello e Rondissone per i pullman partiti da mezza Italia.

Solo qualche tensione si è registrata con i gruppi più estremi e conestazioni ad alcuni amministratori del comune tra cui il vicesindaco pentastellato.

Un segnale che da Torino giunge direttamente ai vertice del Governo dove se Luigi Di Maio e il Movimento 5 Stelle è contrario al proseguo dei lavori dall'altro fronte Matteo Salvini e la Lega sono a favore.

di Pier Paolo Milanese