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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Implode il Movimento 5 Stelle. Tra omertà, litigi e inadeguatezza

di Arnaldo Capezzuto

Si scruta il cielo, lo sguardo è fisso, il naso è all'insù ma è sempre più difficile 'riveder le stelle'. La Lega di Matteo Salvini avanza e fa barcollare il Movimento 5 Stelle.

E' bastato il lungo travaglio - durato quasi tre mesi - per la nascita del contraddittorio esecutivo e appena 6 giorni di governo per mettere ko i colonnelli pentastellati. La linea di condotta, la detta e l'impone il leader del Carroccio.

L'evanescente Luigi Di Maio è sempre più stalkerizzato e bullizzato da Salvini. I pentastellati non appaiono più la forza politica giovane, fresca e autonoma che aveva promesso la fantasia al governo, tutt'altro.

Silenzi, frizioni, guerre interne e scontri sotterranei. Più che cadere sotto i colpi dell'alleato e delle tante promesse a favore di telecamera irrealizzabili, il Movimento 5 Stelle rischia di franare nel suo interno.

Scricchiolii, lesioni nei muri portanti, fronde mettono in fibrillazione il vertice e il cerchio magico di Di Maio.

Le assemblee congiunte dei parlamentari non sono più un soliloquio del leader c'è addirittura chi tra deputati e senatori che neppure vi partecipano più.

Come sembra del tutto saltato per adesso - tranne per l'obolo obbligatorio da versare alla Casaleggio e all'associazione Rousseau - la restituzione di parte dell'indennità di carica e l'aggiornamento del sito tirendiconto.it.

Non a caso un malefico Alessandro Di Battista che continua a giocare la sua partita interna ha pubblicato da San Francisco sul suo profilo Fb un post dove aggiorna i suoi fans “Rinuncio alla liquidazione di fine mandato. 43.726 euro restituiti ai cittadii italiani”. E poi un sibillino : “La parola data va rispettata”. Appunto.

Una stoccata diretta ai generali del Movimento ma anche ai portavoce parlamentari e regionali che in alcuni casi da oltre 9 mesi non versano un solo euro.

Le contraddizioni nei Pentastellati appaiono esplosive, non hanno una classe dirigente, sono inadeguati e inesperti e spogliati dai selfie, video e chiacchiere quotidiane appaiono disorientati e non all'altezza delle sfide.

Due dossier pesantissimi riguardano il ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture: vicenda Ilva e grandi direttrici di collegamento. E' stato Beppe Grillo a immaginare al posto dell'acciaieria di Taranto, un grande parco.

E' la coerenza di questi anni. Ma il comico è stato, in malo modo, zittito dal delifino di Pomigliano d'Arco. Stessa storia con la Tav e le dorsali di collegamento che trovano un debolissimo Danilo Toninelli che in queste ore si è piegato ai diktat di Salvini sulla chiusura dei porti.

E proprio nelle ore drammatiche del braccio di ferro inscenato dal capo del Viminale, i big del Movimento 5 Stelle non hanno pronunciato una sola parola. Niente. Insomma, collaborazionisti.

Tutti nascosti, impauriti e accucciati. E' il trionfo del pensiero unico, del tengo famiglia e del paraculismo a 5 stelle.

E se qualcuno come Filippo Nogarin, sindaco a 5 Stelle di Livoro in un post annuncia che è pronto ad aprire il porto della città per accogliere i migranti, accade che la struttura rigida della comunicazione del Movimento ordina immediatamente la rimozione del messaggio dalla pagina facebook.

E se Lucia Annunziata intervistando - ieri a 'Mezz'ora in più' su Raitre - Di Maio fa notare che c'è brusio e una parte consistente di parlamentari in rotta di collisione e che guardano con sempre più speranza il percorso coerente di Roberto Fico, il capo pentastellate fa spallucce e con ebete sorrisino dice con fil di voce : “Non ho riscontro”.

Tante cose sfuggono al giovane ministro e vicepremier molto, troppo sopravvalutato. E di fronte alla nettezza di Salvini, al suo preciso disegno politico e al suo inesorabile avanzare, la comunità grillina si spacca e comincia via social a polemizzare con i portavoce.

“Siete irriconoscibili, siete dei pazzi. Avete sancito un'alleanza che non era prevista” scrive Davide e continua Marilena : “I nostri principi sono sacrosanti se non li rispettate avete decisoo di liquidare il nostro movimento. Non lo permetteremo”.

E ancora Giuseppe: “Somigliate terribilmente agli esponenti di Forza Italia, buoni per tutte le stagioni. Sappaitelo non ci rappresentate più”. E rincara la dose Luigi: “Mai con i fascisti della Lega. Mi pento di avervi votato”.

E un'altra partita si giocherà e già sono in molti a vivere profondi malumo: nomina dei vice ministri e sottosegretari ma anche i posti nel sotto governo.

E' Di Maio che decide insindacabilmente dietro il comodo paravento delle competenze e curriculum.

Sono in tanti, invece, a teorizzare che il giovane deputato di Pomigliano voglia ulteriormente blindarsi perchè teme una rivolta interna.

Già qualcuno ha già posto il problema di una rotazione con la domanda : E' opportuno che Di Maio faccia il super ministro, il vice premier e controlli capillarmente il Movimento 5 Stelle? E gli altri? Ma non valeva il criterio dell'uno vale uno?