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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Immigrazione. Ombre, silenzi e ritardi dietro il “modello Casandrino”

di Sossio Barra L'iter politico - amministrativo dell'amministrazione guidata dal sindaco Volpe, insediatasi da pochi mesi, entra nel vivo. Dopo la prima fase legata alla delibera di pre - dissesto ed alla relativa proposta di riequilibrio di bilancio, torna d'attualità l'annosa questione legata alla massiccia presenza di immigrati nel paese. Un vero e proprio caso isolato se pensiamo alle situazioni degli altri comuni dell'area a nord di Napoli. Passiamo subito ai fatti. Qualche giorno fa si è riunita la Commissione speciale "Flussi Migratori" con l'obiettivo di sempre, ovvero, mettere in campo una seria regolarizzazione legata alla presenza degli extracomunitari in città. Ma andiamo con ordine. Durante i lavori della commissione è emersa la necessità che la Polizia Locale e l'ufficio tecnico, effettuino controlli "a tappeto" presso le abitazioni degli immigrati residenti a Casandrino per valutare le loro effettive condizioni di abitabilità ed il rispetto dei requisiti igienico - sanitari previsti dalla norma. Ma non è tutto. Addirittura dai pochi e sporadici controlli effetuati negli ultimi anni, che non hanno mai delineato un quadro definitivo della questione, è emerso che allo stesso numero civico, giusto per fare un esempio, è stata riscontrata una presenza consistente di extracomunitari, fino ad arrivare a 40 unità. Tutti nello stesso posto. Una vicenda poco chiara che certifica la mancata attenzione su un fenomeno che da anni assume contorni inquietanti. Volpe e la sua maggioranza si trovano dinanzi ad un bivio micidiale. Da un lato esiste la possibilità di avviare una politica di rottura rispetto al passato Anche a costo di essere impopolari su un settore così delicato. Dall'altro, la scelta di ripercorrere i fallimenti politici dei loro predecessori. Nel corso della discussione in commissione si è fatto riferimento ad una vecchia delibera, la nr. 42 del 30 luglio 2013. Poco più di 5 anni fa. L'ex sindaco Antimo Silvestre insieme alla sua maggioranza in consiglio comunale approvò un regolamento, sulla base della legge 94/2009 in termini di pubblica sicurezza, da cui sarebbe scaturita la ricetta per regolamentare la presenza degli extracomunitari nella comunità casandrinese. Ma cosa dice in sostanza il regolamento? In sintesi i locali in cui risiedono gli extracomunitari possono avere una grandezza non inferiore a 45mq per un nucleo familiare di 2 persone, 55mq per 3 persone, 65mq per 4 persone e così via. Gli immobili interessati devono rispettare le norme igienico - sanitarie imposte dall'Asl, oltre a quelle di abitabilità. Per conoscere tutti i dettagli basta spulciare sul sito del Comune e cliccare sulla predetta delibera. In realtà tale regolamento non è altro che il punto da cui far partire l'opera di bonifica finalizzata ai controlli delle abitazioni. In parole povere, se gli extracomunitari vivono in condizioni igieniche di scarsa qualità, si corre il rischio di problematiche ben più serie per la cittadinanza (infezioni, microdelinquenza, malattie). Degrado porta altro degrado. A questo punto una domanda sorge spontanea. Ma quanti sono realmente gli immigrati presenti a Casandrino? Secondo l'ultimo dato Istat aggiornato a gennaio 2018, gli stranieri (di cui si ha contezza) in città sono circa 1446. Su una popolazione di poco più di 14mila abitanti, rappresentano il 10,2%. Una enormità se rapportati all'intera popolazione. Ed è un dato oggettivo buono per le cronache. Ma non è questo il punto. Quasi il 50% degli stranieri sono originari del Bangladesh. Basti pensare che nel 2014, e non parliamo di un secolo fa, ne erano 842. Su questo dato ne riparleremo in seguito. Nei giorni scorsi presso l'Ospedale Cotugno a Napoli sono stati registrati 2 casi di colera nei confronti di due stranieri tornati a Sant'Arpino, piccolo comune dell'Agro Aversano, dal viaggio proprio in Bangladesh. Ad oggi le loro condizioni, così come si legge in un comunicato stampa apparso il 5 ottobre, sono in netto miglioramento. Semplice coincidenza? Può darsi. Sta di fatto che dinanzi al caso immigrati a Casandrino, la maggioranza si gioca una grande fetta di credibilità nei confronti degli elettori che hanno scelto la proposta politica incarnata dal primo cittadino casandrinese. Ma soprattutto, e qui ci ricolleghiamo all'aumento considerevole citato prima, esiste una seconda domanda che tanti cittadini si sono posti in questi anni. Se il "modello Casandrino", così come emerso dalla commissione, non funziona, come mai ogni anno aumenta il numero di extracomunitari? Come mai Casandrino da anni risulta essere la meta preferita degli immigrati? Sulla questione, interviene Angelo Chianese, leader dell'opposizione e Presidente della Commissione sui Flussi Migratori: "Lo spirito della commissione nasce con un intento costruttivo e di sinergia istituzionale teso a proporre possibili soluzioni all'annoso problema che investe la nostra comunità. Mi sento di ringraziare tutti i membri della commissione che a titolo gratuito impegnano il loro prezioso tempo per migliorare la vivibilità di Casandrino. Lasciata alle spalle la campagna elettorale, in cui tutti hanno affrontato il tema degli extracomunitari, è arrivato oggi il tempo di agire e chi ha la responsabilità del governo del paese deve farsi carico, oggi e non domani, di questo problema. Come comunità locale non siamo assolutamente razzisti, siamo per l'accoglienza e l'inclusiohne, (in commissione abbiamo un cittadino Italiano originario del Bangladesh residente a casandrino da 29 anni) a patto però che chi viene nel nostro comune rispetti le leggi e viva in condizioni igienico sanitarie degne. Dai banchi dell'opposizione abbiamo fortemente voluto l'istituzione di questa commissione, approvata anche con il voto favorevole della maggioranza, ed il lavoro che c'è da fare non ci spaventa. Domani, così come deciso all'unanimità dalla commissione (i componenti sono cittadini non consiglieri rappresentativi dell'intero consiglio comunale) terremo l'audizione del Sindaco al quale chiederemo di intervenire in maniera decisa, lasciando fuori la demagogia ed il populismo, ponendo in essere iniziative e provvedimenti efficaci passando dalle parole ai fatti. Noi ci crediamo ed il nostro impegno è per il futuro di Casandrino.”