Il sindaco Orlando disobbedisce: "A Palermo niente decreto sicurezza"

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando sospende l'applicazione della legge sicurezza quella voluta dal ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Il primo cittadino della 'Primavera di Palermo' lo aveva detto e scritto che quella norma è discriminatoria.

E non ha cambiando idea ha chiesto ufficialmente al responsabile dell'anagrafe di "approfondire tutti i profili giuridici anagrafici" che deriveranno dall'applicazione della legge.

Insomma, in attesa dell'approfondimento, scrive il sindaco "impartisco la disposizione di sospendere, per gli stranieri eventualmente coinvolti dalla controversa applicazione della normativa, qualunque procedura che possa intaccare i diritti fondamentali della persona con particolare, ma non esclusivo, riferimento alle procedure di iscrizione della residenza anagrafica".

L'inziativa di Orlando potrebbe aprire una strada anche per altri sindaci come ad esempio quello di Napoli, Luigi de Magistris.

Quella messa in campo da Orlando molto amico e vicino - come storia politica e sentire comune - al presiednete della Repubblica, Sergio Mattarella potrebbe rappresentare un tentativo di scardinare una legge che molti hanno bollato come discriminatoria verso gli immigrati.

Il sindaco di Palermo nei fatti esercita una sorta di disobbedienza verso la norma o meglio come ha sottolineato lo stesso primo cittadino: "E' la semplice applicazione dei diritti costituzionali che sono garantiti a tutti coloro che vivono nel nostro paese".

di Pier Paolo Milanese