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Il silenzio di Mario Casillo. Il ras del Pd aspetta il Nazareno per sciogliere i nodi campani

(pasquale napolitano)

Croce e delizia del Pd campano. C’è sempre la ma no di Mario Casillo nelle vittorie. E nelle sconfitte. Anche quando si tratta di una disfatta. Mister preferenze ha pagato il prezzo più alto della debacle democratica in Campania. Resta fuori dal Parlamento, Assunta Tartaglione, la coordinatrice del Pd  ed espressione dell’egemonia casilliana. Cosa farà ora il capogruppo dei dem in Consiglio regionale? Da dove si riparte? Casillo che è politico di poche parole attende le indicazioni del Nazareno. A chi gli chiede un cambio di rotta nel partito, il politico vesuviana risponde: “Fatemi parlare prima con Roma”. Ma spetterà a lui troverà una via d’uscita: indicare un reggente del partito fino al congresso ma soprattutto preparare la difficile (quasi impossibile) battaglia elettorale del 2020 delle elezioni regionali. Vincenzo De Luca ha contro l’87 % degli elettori campani. Non sarà una passeggiata la riconferma alla guida della Regione. Casillo alla luce della sconfitta in Campania chiederà un riequilibrio in giunta regionale: un paio di caselle per dare un profilo marcatamente politico all’esecutivo. Ma poi bisognerà mettere mano al partito. Inventarsi un leader perché la rinascita dei dem non può essere affidata ad Antonio Bassolino. Tutti vogliono garanzie da Casillo. Tutti vogliono una poltrona. In Campania, la fila dei trombati è lunghissima. Ma Casillo per ora dovrà pensare prima alla propria poltrona.