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Il presidente Mattarella lancia l'allarme sul "pericolo di nazionalismo e guerre"

"Io sono avanti negli anni, sono nato durante i bombardamenti e, forse per questo, mi è rimasta un'innata diffidenza, e un'innata idiosincrasia verso qualunque pericolo di nazionalismo e di guerre. Occorre riflettere su questo perché corriamo il rischio che riproporre dentro l'Unione un clima che non è soltanto concorrenziale ma è di contrapposizione, che poi diventa contrasto, poi diventa ostilità, diventa non sappiamo cosa".

Parla il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella a Riga al vertice del 'Gruppo Arraiolos'. Il Capo dello Stato non perde l'occasione per volgere lo sguardo alla realtà politica e guardare oltre.

"L'Italia è un contributore attivo dell'Unione. Ma mi sono sempre rifiutato di considerare questi rapporti sul piano del dare e avere, anche perché i benefici dell'integrazione non sono quasi mai monetizzabili interamente. Non è attraverso il calcolo contabile che si definisce il vantaggio che l'Unione assicura a tutti i suoi componenti".

Il riferimento sembra alle uscite sbilenche del giovane vicepremier Luigi Di Maio cha a più riprese ha minacciato di non voler sborsare i 20 miliardi di contributi all'Unione Europea.

"Il rischio è quello di mettersi a mercanteggiare fra di noi, fra i nostri Paesi, sui rapporti contabili" - ammonisce il presidente Mattarella.