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Il picciotto chiede raccomandazione al boss per la figlia che vuole fare il magistrato

E' il paradosso. E' il mondo sotto sopra. E' l'incredibile. Un picciotto incontra quello che gli investigatori indicano come l'erede di Totò Riina ossia Settimo Mineo finito in manette pochi giorni fa per chiedere una raccomandazione.

Nel corso della chiacchierata in strada il picciotto confida al vecchio padrino 80enne che la figlia, laureata in giurisprudenza, non vuole fare l'avvocato ma il pubblico ministero. Insomma, il papà chiede esplicitamente al mammasantissimo se può intervenire con le sue relazioni per agevolare la ragazza.

"Aiuti mia figlia al concorso per magistrato. Lei si è laureata da avvocato. Dice che vuole fare il pubblico ministero".

Settimo Mineo, nominato nuovo padrino di Cosa nostra nel corso di una riunione della Cupola avvenuta il 29 maggio scorso, racconta al suo autista la singolare raccomandazione ricevuta: "Dopo tanti anni che ti sacrifichi per far studiare tua figlia... tua figlia ha da guadagnare picciuli facendo l'avvocato, e vuole fare il pubblico ministero".

Ad intercettare la conversazione i carabinieri nel corso delle indagini che poi hanno portato all'arresto di 46 persone tra boss e gregari, compreso lo stesso Mineo.

di Pier Paolo Milanese