Il padrino Mario Fabbrocino è morto nel corso di un intervento chirurgico

È morto in un ospedale di Parma, il padrino  Mario Fabbrocino. Il capo camorra era detenuto nel carcere di massima sicurezza. Poi per una complicazione di salute nei giorni scorsi è stato sottoposto a un intervento chirurgico e non si è più ripreso.

Vinse la guerra contro il boss Raffaele Cutolo, capo della Nco e industrializzò il traffico di doga. Fu il nemico numero uno  del professore questo il soprannome di Cutolo.

Fu proprio Fabbrocino per vendetta ad ammazzare Roberto Cutolo, il figlio del boss di Ottaviano. Acciuffato dalla Dia nel 2005, era nascosto in una villa a San Giuseppe Vesuviano, fu condannato all'ergastolo proprio per quell'omicidio.

Mario Fabbrocino era nato nel 1943 ed era molto malato: si è spento nella notte tra ieri ed oggi.

Nella sua città nativa, San Gennaro Vesuviano, è massimo il riserbo dei parenti. Fabbrocino era detto anche il “boss dei due mondi”, per i suoi affari e la lunga permanenza in Sudamerica.

Il mito del suo nome nonostante indagini, arresti e condanne resisteva nel tempo. Il suo è stato sempre un clan silenziosamente, potente e negli anni è cresciuto grazie al fatto che ha imposto un clima di intimidazione e di diffusa condizione di omertà.

Una cosca che nell’hinterland Vesuviano detta legge da anni ormai e gestisce l’affare dello spaccio di droga e delle estorsioni agli esercizi commerciali di San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano e Terzigno.

Il sistema affaristico- criminale che nel tempo ha fatto dei Fabbrocino una delle organizzazioni malavitose più malavitose della Campania e nonostante gli arresti continua ad essere forte e rispettata grazie anche alla potenza economica e al reinvestimento del denaro in attività pulite.

I Fabbrocino facevano e fanno ancora paura, basta spulciare tra i tantissimi episodi di estorsione per rendersi conto in che clima si muovevano soldati e generali della cosca. Gli esattori non minacciavano neanche più gli esercenti. Bastava la loro presenza per incassare la “donazione”.

di P.P.M.