labocetta

Il nuovo volto della Lega in Campania: Labocetta, Nespoli, Taglialatela. La guerra a Cantalamessa

Faide, riciclati e guerre: la Lega in Campania rischia di implodere già alla vigilia del voto. Nella terra di Vincenzo De Luca il vento nuovo salviniano rischia di riportare in campo tanti trombati e riciclati. Alla corte di Le Pen jr, sbarcata ieri a Napoli, per sostenere la candidatura del compagno, Vincenzo Sofo, c’erano tanti volti usurati della politica campana.

Non è passata inosservata la presenza ad applaudire tra il pubblico di Amedeo Labocetta, ex parlamentare del Pdl, coinvolto nell’inchiesta Corallo (la stessa di Gianfranco Fini). E poi Dario Renzulli, figlio di quel Renzulli per anni consigliere comunale di An. Accanto alla madrina francese al tavolo dei relatori Peppe Pistone, mister preferenze di Secondogliano.

Si rivede anche l’ex sindaco di Castellammare Luigi Bobbio. E poi: Marcello Taglialatela, Pasquale Viespoli, cacciati da Fratelli d’Italia. Ma la Lega campana è lacerata anche da una faida, tutta interna, tra l’ex senatore Vincenzo Nespoli e il coordinatore regionale della Campania Gianluca Cantalamessa.

Non è un caso l’assenza all’incontro di Napoli, del referente campano di Salvini. Nespoli, invece, sembra rinato, dopo l’annullamento in Cassazione della condanna.

E ora proverà a far pesare la propria forza elettorale per mettere Cantalamessa con le spalle. Sarà, dunque, una partita all’ultimo respiro. Per giocarsi non solo la leadership di oggi, ma anche di domani, del partito salviniano in Campania. E i primi effetti si vedono già: ad Avellino, la Lega sta perdendo militanti. Lo storico coordinatore di Mugnano del Cardinale ha annunciato l'addio e il passaggio a Fratelli d'Italia.

Leggi anche su il 24

Lega