Sign in / Join

Il monito del presidente Mattarella: "Il nazionalismo aggressivo portò alla catastrofe della guerra"

"Bisogna ribadire con forza tutti insieme che alla strada della guerra si preferisce coltivare amicizia e collaborazione, che hanno trovato la più alta espressione nella storica scelta di condividere il futuro nella Unione europea". Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Trieste in occasione della cerimonia del 4 Novembre e della vittoria nella Grande guerra.

Pare che il capo dello Stato osservi e parli del passato per lanciare un preciso monito, un allarme e messaggio ai giorni difficili dell'oggi in Italia e in Europa.

Mattarella ha commemorato a Trieste la giornata delle forze armate che cade proprio nel centenario della fine della prima guerra mondiale.

Un conflitto che si inquadra in periodo storico, quello del 900, in cui la classe dirigente - ha tra l'altro detto Mattarella - fece anche errori gravi ed evitabili, "errori che non debbono mettere nell'ombra i comportamenti eroici dei soldati, e le pagine indimenticabili di valore e coraggio nel buio delle trincee".

"Lo scoppio della guerra nel 1914 sancì in misura fallimentare l'incapacità delle classi dirigenti europee di allora di comporre aspirazioni e interessi in modo pacifico anziché cedere alle lusinghe di un nazionalismo aggressivo", ha aggiunto il capo dello Stato nel suo discorso.

"La Costituzione Italiana, nata dalla Resistenza, ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie, privilegia la pace, la collaborazione internazionale, il rispetto dei diritti umani e delle minoranze", conclude.