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Il 'Governo del cambiamento' partorisce il 'solito' condono pardon 'pace fiscale'

Il 'Governo del cambiamento' partorisce il 'solito' condono pardon 'pace fiscale'. Le tensioni tra Movimento 5 Stelle e Lega sono rientrate. Alla fine si è trovata apparentemente la quadra e la manovra finanziaria è stata limitata e trasmessa per il rotto della cuffia alla commissione europea.
Passa il condono fiscale che solo semanticamente sembra un qualcosa di diverso.

Con i cronisti la compagine governativa s'infervola "Chiamatelo come volete". E' lo stesso  ministro dell'Economia Giovanni Tria, che ribadisce: "Quello varato non è un condono", aggiungendo che "non c'è nessuna intenzione di uscire dalla Ue", anche perché domani le Borse riaprono.

L'accordo arriva sul decreto fiscale, il punto più spinoso. In cambio Luigi Di Maio ha ottenuto l'introduzione di "una norma per il carcere ai grandi evasori".

Nel corso del vertice e poi del consiglio dei ministri sono state varate anche altre misure che entreranno nella legge di bilancio. L'accordo raggiunto dopo un lungo braccio di ferro sul decreto fiscale collegato alla legge di bilancio stabilisce un'aliquota al 20% per sanare il pregresso di chi ha già presentato la dichiarazione dei redditi. Sarà prevista l'opzione di dichiarazione integrativa ma con la possibilità di far emergere fino ad un massimo del 30% in più rispetto alle somme già dichiarate e comunque con un tetto di 100.000 euro.

Per ridurre il contenzioso, si potranno inoltre sanare le liti con il fisco pagando senza sanzioni o interessi il 20% del non dichiarato in 5 anni in caso di vittoria del contribuente in secondo grado (o il 50% in caso di vittoria in primo grado).

Allo stesso tempo, con la rottamazione ter delle cartelle Equitalia saranno cancellati sanzioni e interessi, dilazionando i pagamenti in 20 rate in 5 anni e arriverà lo stralcio delle minicartelle sotto mille euro accumulate dal 2000 al 2010.

Verranno rottamate le cartelle esattoriali, senza pagare interessi e sanzioni, con la previsione di una rateizzazione fino a 10 rate in cinque anni (più vantaggiosa dei due anni concessi nelle due edizioni precedenti).

di Pier Paolo Milanese