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Il giornalista Mughini finisce nei guai per aver bollato gli organizzatori di un convegno anti-juve : "Feccia"

Lo sfogo è pesante e avviene ai microfoni della trasmissione radiofonica 'La Zanzara' in onda su Radio 24 condotta dal provocatorio Giuseppe Cruciani e dal più tranquillo David Parenzo.

E' il 22 novembre e il graffiante Cruciani sparge a suo modo la benzina leggendo una notizia riportata dal quotidiano 'Il Mattino' di un convegno, organizzato presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, per presentare il libro "Campionato di calcio e Stato di diritto".

Partecipano l'avvocato Claudio Botti, il professore Guido Clemente di San Luca e il magistrato della DDA Catello Maresca, un'occasione anche per parlare dell'utilizzo della tecnologia nel calcio, il Var, e i direttori di gara delle partite di Serie A con un occhio di riguardo alla Juventus e agli arbitraggi.

Cruciani chiede un parere a  Giampiero Mughini, giornalista, scrittore, polemista e più che altro grandissimo tifoso della squadra bianconera.

Denunciato per diffamazione aggravata Giampiero Mughini

Lo sfogo è pesante e avviene ai microfoni della trasmissione radiofonica 'La Zanzara' in onda su Radio 24 condotta dal provocatorio Giuseppe Cruciani e dal più tranquillo David Parenzo.E' il giornalista polemista Giampiero Mughini a chiamare 'feccia' i partecipanti a un convegno a Napoli su "Campionato di calcio e Stato di diritto" dove si parlava anche di Juventus e arbitraggi. Ora la vicenda approda in tribunale.Leggi https://bit.ly/2Up361Z

Pubblicato da Il24.it su Venerdì 7 dicembre 2018

"Giampiero, sai che a Napoli organizzano un convegno all’Università su 'Arbitri e Var pro Juve?'".

E' lapidaria la risposta sollecitata dal conduttore che scandisce più volte la parola vergogna, Mughini dice sdegnato: "La feccia è sempre esistita ed esisterà sempre".

Un termine pesantissimo e ritenuto offensivo. Tanto è vero che Claudio Botti, Guido Clemente di San Luca e Catello Maresca i partecipanti al convegno hanno firmato e depositato presso la Procura di Roma, una querela per diffamazione aggravata nei confronti di Mughini e dei due conduttori della trasmissione, questi ultimi colpevoli di non essersi dissociati e di non aver fermato l'intervento del giornalista.

La vicenda, insomma, approderà in un'aula di tribunale e saranno i giudici a stabilire se quell'espressione sdegnosa pronunciata da Mughini si configura come una diffazione aggravata.

di Pier Paolo Milanese