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Il centrodestra parla salernitano: Carfagna, Cirielli, Casciello e Fasano in Parlamento. Napoli non comanda più. I numeri

 

 

di pasquale napolitano

Napoli non è più l’isola felice del centrodestra. L’alleanza Salvini-Meloni-Berlusconi parla salernitano. Il dato delle ultime elezioni politiche certifica un centrodestra capace di reggere l’onda grillina a Salerno e provincia, e non a Napoli. Dati alla mano, Forza Italia  nei tre collegi di Napoli (Città, area nord e Sud) raccoglie il 17, 99 % dei consensi. Non funziona la spinta dei big, Paolo Russo, Luigi Cesaro e Domenico De Siano. A Salerno, Forza Italia, nonostante l’assenza di Mara Carfagna, prestata alla città di Napoli, totalizza il 18, 80 % dei consensi. E non solo: mentre a Napoli e provincia, il centrodestra esce con le ossa rotta in tutti i collegi uninominali, a Salerno Marzia Ferraioli si aggiudica l’unica vittoria del centrodestra negli uninominali. Spostando l’analisi sugli altri partiti, il dato non cambia. A Salerno la Lega raccoglie il 5,61 dei consensi mentre a Napoli non va oltre il 2,89. Identico discorso per Fratelli di Italia che nella circoscrizione napoletana si ferma al 2,56 mentre a Salerno arriva al 5,16. E da Salerno arrivano la maggior parte dei deputati del centrodestra: Edmondo Cirielli e Antonio Iannone (Fratelli di Italia) Mara Carfagna, Gigi Casciello, Enzo Fasano e Marza Ferraioli. Mentre Napoli cede un posto di parlamentare alla sconosciuta Marta Fascina, portando in parlamento solo Luigi Cesaro, Domenico De Siano, Paolo Russo ed Enzo Carbone. Gli equilibri di forza sono ormai ribaltati. Con la sfida delle regionali alle porte, il centrodestra parlerà sempre più salernitano.