Il caso Siri rischia di far cadere il governo

Il caso Siri può aprire la prima vera crisi di governo. E portare il Paese al voto. L’avviso di garanzia contro il sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri, della Lega, per corruzione dà fiato, al giustizialismo dei Cinque stelle. Sul caso Siri, parla anche Alessandro Di Battista: Io sempre sostenuto questo Governo, lo sosterrò ancor di più se il sottosegretario Siri si dimetterà il prima possibile. Nessun Governo del cambiamento e nessun Governo che si sta impegnando nella lotta alla corruzione può tollerare che vi sia un proprio esponente indagato per reati così gravi. Il sottosegretario Siri lavora nel ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il ministero più delicato che c'è per via dei lavori e degli appalti che segue. È evidente che debba dimettersi all'istante perché, come diceva Borsellino, 'i politici non devono soltanto essere onesti, devono apparire onesti'". Ma già il capo politico Luigi di Maio aveva aperto il fuoco: Anche a Matteo Salvini conviene tutelare la reputazione della Lega". indagato dalla Procura Di Roma per corruzione. "Io non so se Matteo Salvini sia d'accordo con questa mia posizione intransigente, ma voi conoscete il M5S è il mio dovere è tutelare il Governo " Il vicepremier parla anche Di volontà Di "tutelare le istituzioni". "Allo stesso tempo - prosegue - dico che secondo me anche a Matteo Salvini conviene tutelare l'immagine e la reputazione della Lega: poi mi auguro che Siri dimostri che è innocente e noi saremo pronti a riaccogliere il Sottosegretario nella compagine Di governo”. Ma il ministro dell’Interno non pare abbia alcuna voglia di cedere alle pressioni del M5S.