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Il balcone di Palazzo Chigi resta vuoto, imbarazzante brutta figura della guagliunera al Governo

Nessuno si è affacciato al balcone di Palazzo Chigi. Neppure una bandiera, una bottiglia stappata, nemmeno un militante, un parlamentare ad applaudire. Facce scure, tensione che si taglia a fette e sguardo che sfugge. Certo la figura rimediata dal giovane leader Luigi Di Maio è per usare un eufemismo non proprio edificante.

A distanza di sei giorni si è rimangiato tutte le parole vuote in formato comizio pronunciate giovedì scorso.

La guagliunera a 5 Stelle ha scambiato il governo del Paese per un gazebo di piazza. Sotto i colpi dello spread a quota 300, il rischio di una fuga degli investitori e il rischio che i risparmi degli italiani si sgretolano, i due vicepremier hanno tirato il freno a mano.

Quello più ammaccato e senza dubbio Di Maio, il meno politico della compagnia. E cominciano a emergere dubbi e perplessità sulle attitudini del giovane politico di Pomigliano D'Arco perfino nel gestire l'amministrazione di un condominio.

Dopo le tensioni sui mercati dei giorni scorsi e le polemiche con l'Unione Europea, il governo rivede i numeri del deficit per i prossimi anni, lasciando al 2,4% quello per il 2019.

La nota di aggiornamento al Def prevederà un rapporto deficit/Pil "al 2,4% nel 2019, al 2,1% nel 2020 e all'1,8% nel 2021", ha spiegato il presidente del Consiglio nella conferenza stampa di mercoledì sera.

Il rapporto debito/Pil è stimato in calo "dall'attuale 130,9% a sotto il 130% nel 2019 e al 126,5% nel 2021", anche se l'esecutivo non ha comunicato i numeri precisi relativi alle stime sulla crescita per il 2019, 2020 e 2021 e all'inflazione.

"Avevamo promesso di aumentare il tasso di crescita e volevamo eliminare il gap con l'Europa e avevamo detto che avremmo ridotto il rapporto debito/Pil. Con questa manovra noi arriveremo a dimezzare il gap, tra il tasso di crescita italiano e il tasso di crescita europeo nel primo anno, nel 2019", ha proseguito Conte. "Per quanto riguarda il debito scenderemo di oltre 4 punti percentuali, negli ultimi 3 anni è stata di 0,6%", ha aggiunto il ministro dell'Economia Giovanni Tria.

Al vertice di Palazzo Chigi hanno partecipato oltre al premier Giuseppe Conte, i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il ministro all'Economia Giovanni Tria, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi e i sottosegretari Giancarlo Giorgetti, Laura Castelli e Massimo Garavaglia. Il ministro della Salute Giulia Grillo ha annunciato che "non ci saranno tagli alla sanità. Il fondo sanitario nazionale aumenterà di oltre un miliardo. Stiamo rimodulando la spesa pubblica per trovare nuove risorse per il settore".

Le misure fondamentali volute dal governo, tra queste il reddito di cittadinanza e il fondo dei truffati dalle banche, "verranno finanziate nel 2019, 2020 e 2021"., ha detto ancora Di Maio. "Nel 2019 tante persone potranno andare in pensione e tante troveranno lavoro con il programma di assunzioni che nascerà anche grazie al piano di investimenti". Le misure volute dal governo, rivendica Di Maio, sono "il cuore di una legge di bilancio che, invece di far pagare i cittadini, ripaga i cittadini delle ruberie e degli sprechi del passato".

"Ci tengo a sottolinearne tre degli impegni presi con gli italiani e che saranno in questa manovra: il superamento della legge Fornero, che vedrà la possibilità, non l'obbligo, di andare in pensione con alcuni anni di anticipo rispetto alla vigliacca riforma Fornero, senza alcuna penalizzazione", ha detto il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini.

"Il secondo è la flat tax, un'aliquota fiscale fissa al 15% per le partite Iva - aggiunge - e per quel che concerne il mio ministero, un piano di assunzioni straordinario di donne e uomini per garantire più sicurezza nelle strade del nostro Paese". Per il segretario leghista "sono 3 aspetti che ci tenevo a sottolineare delle misure che sono in questa bella e coraggiosa manovra", conclude. Per la riforma della legge Fornero in campo 7 miliardi.

"Con queste misure abbiamo previsto che anche il tasso di disoccupazione tenderà a scendere nelle nostre previsioni, attestandosi ragionevolmente intorno all'8 se non al 7% nel triennio", ha assicurato Conte.

Il balcone di Palazzo Chigi resta deserto, come dire la brutta figura è servita in tutti i sensi.

di Arnaldo Capezzuto