Sign in / Join

Dopo Iacoboni anche Benatia: la comicità di Crozza provoca solo odio (e poche risate)

di Francesco Petronella

Non si placano sul web le polemiche e le parodie per il durissimo botta e risposta tra il comico Maurizio Crozza e il difensore juventino Mehdi Benatia, protagonista del fallo da rigore su Lucas Vazquez, contro il Real Madrid. Il giocatore ha risposto in modo duro alle parole del popolare comico che, durante un monologo, aveva criticato in modo altrettanto volgare le parole di Benatia dopo la sfida del Bernabeu, conclusa con il rigore concesso agli spagnoli ("è stato uno stupro"). "Ti aspetto a Vinovo", ha scritto Benatia, sul suo profilo Instagram, replicando a Crozza. Il comico, dal canto suo, dopo avere preso in giro Buffon per le dichiarazioni pesanti contro l'arbitro Oliver, rivolgendosi a Benatia, aveva detto: "E' stato uno stupro? Ma Benatia, come è stato uno stupro? Benatia, bisogna stare attenti a usare le parole. Non puoi parlare di stupro. Sei tu che hai fatto un'entrata del c**o al 93'. Io non so se tu hai un'idea di cosa sia uno stupro, nemmeno io ce l'ho. Se però vuoi provare un'emozione, il prossimo fallo in area, un bel fallo, provi a ficcartelo su per il c**o e un'idea a quel punto te la sarai fatta". Le parole di Crozza hanno fatto inviperire Benatia che, su Instagram, ha risposto piccato: "Imbecille testa di c***o non fai ridere nessuno", il messaggio dello juventino.

La polemica tra il difensore bianconero e lo showman genovese, che ha spinto addirittura il Ct juventino Max Allegri a intervenire durante una conferenza stampa per dire "Ora basta parlare di Madrid, stare zitti e tenere profilo basso", rappresenta l'ennesima caduta di stile di cui Crozza si è reso protagonista negli ultimi tempi. Formidabile - fino a qualche tempo fa - nella satira politica, il comico di La7 non trova di meglio che sfoderare insulti a livello personale quando si tratta di contesti di cui sa poco o nulla.

Tralasciando il linguaggio triviale con cui Crozza ha apostrofato Benatia, cavalcando l'onda delle polemiche seguite alla partita di Champions tra Real Madrid e Juventus, la bassezza raggiunta dalla sua comicità è ben semplificata dalle parole rivolte al giornalista de La Stampa Jacopo Iacoboni. Il cronista del giornale torinese è finito nel mirino del comico quando gli è stato negato l'accesso alla manifestazione Sum#02 di Ivrea organizzata da Davide Casaleggio, in ricordo del padre e fondatore - insieme a Beppe Grillo - del Movimento 5 Stelle. Strizzando l'occhio al movimento pentastellato, il comico genovese, durante una puntata di 'Fratelli di Crozza' andata in onda venerdì scorso sul canale 'NOVE', ha dichiarato senza remore: "Io credo che un giornalista debba dover entrare sempre e ovunque tranne in questo caso che all'ordine dei giornalisti perchè un giornalista che inventa cagate del genere - il riferimento è alla storia dell'hacker dei 5 stelle poi si scoprì che si trattava della moglie di Brunetta - come è potuto entrare nell'ordine dei giornalisti".

Lasciando da parte il possibile interesse politico di Crozza nell'accreditarsi come "comico affidabile" alla corte di Casaleggio e Di Maio, per far capire quanto le illazioni di Crozza su Iacoboni siano infondate, è sufficiente citare un esempio tratto dal suo eccezionale lavoro di cronista. Da mesi, infatti, il giornalista de La Stampa sta conducendo un'indagine a tappe su quello che si può definire il soft power russo veicolato dai media e dagli account fake sui social. In un memorabile articolo sulla cosiddetta "Troll Factory di San Pietroburgo" Iacoboni spiega come la Russia, specialmente su Twitter, sia in grado di attivare un potentissimo esercito di account fasulli per far montare il dibattito su determinati argomenti in vari paesi d'Europa. In Italia, guarda caso, si trattava quasi sempre di battaglie mediatiche vicine al Movimento 5 Stelle. La storia recente, e gli avvenimenti legati all'attacco americano in Siria, danno inequivocabilmente ragione al cronista de La Stampa. Proprio ieri, infatti, il Pentagono ha lanciato l'allarme disinformazione russa a proposito dei fatti siriani. L'attività dei trolls gestiti dal Cremlino, infatti, è aumenta del 2.000% dopo il raid di sabato notte in Siria, per diffondere propaganda contro l’alleanza occidentale.

Insomma, gli argomenti di cui si occupa Iacoboni sono di una estrema serietà, tanto più che qualcuno rischia la vita pur di far luce su certe dinamiche. Sempre a ieri, ad esempio, risale la notizia della morte del giornalista russo Maksim Borodin, che indagava proprio sulle ingerenze russe nello scacchiere siriano. In conclusione, il mondo dello spettacolo tende a dividersi tra una fazione che vede il giornalismo come risorsa da valorizzare e un'altra che lo vede come una minaccia da neutralizzare. Probabilmente Crozza appartiene - o strizza l'occhio a chi appartiene - a questa seconda categoria.