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I segreti che custodisce Cira Marino, la compagna dell'ex latitante Marco Di Lauro

“Ho una imbasciata per te. E' lui che mi ha chiesto di venire. Che vuoi fare?”. Senza esitare, Cira Marino appena 17 anni, aveva già deciso e molto prima dell'imbasciata.

Aspettava il momento. Sapeva a cosa andava incontro. I suoi familiari avevano accettato la scelta.

E' diventata l'ombra di un fantasma con un nome, un cognome : Marco Di Lauro. Scomparsa, inghiottita, invisibile per 14 anni.

Cira è la fidanzata di Marco. Un amore ostinato e vero nato nell'adolescenza di lei. Non si è tirata indietro ed ha seguito il suo uomo contro tutto e tutti.

Diversa dai modelli propagandati dalle fiction o film. Riservata, educata e distante anni luce da un certo modo di essere la compagna e moglie di un boss.

Risucchiata da un destino che lei coscientemente si è scelta, gli è stata sempre accanto. Gli investigatori solo ora ammettono che per anni le hanno dato la caccia, attraverso lei e la cerchia dei suoi familiari, amici puntavano alla cattura del latitante. Tutto è stato inutile.

Erano convinti che i due avessero un figlio. Lo cercavano. Ne erano certi. Marco e Cira hanno negato, nessun figlio solo due gattini per compagnia.

Quando gli agenti sono piombati addosso a Marco Di Lauro, in via Emilio Scaglione 424, lei era atterrita, immobile come paralizzata.

Niente chiassate, sceneggiate e urla. Sguardo basso, pochi sussurri e un pianto composto.

Poi con un filo di voce ha chiesto alle due poliziotte se poteva salutare il suo Marco prima che fosse accompagnato in Questura.

Con la vestaglia rosa addosso e per pochi secondi si è avvicinata a Marco. Lui con le manette ai polsi e tenuto bloccato da tre agenti l'ha sfiorata mentre Cira si asciugava con le mani le lacrime.

Volto teso , una smorfia di dolore e quel pensiero di non averlo più accanto. Lo ha abbracciato e tirato a se per qualche istante.

Ora è indagata a piede libero per favoreggiamento. Cira Marino, seguendo il suo compagno Marco Di Lauro ne ha favorito la latitanza e presumibilmente è a conoscenza dei segreti del nuovo corso del clan.

Interrogata dagli investigatori ha risposto ad alcune domande di prassi. Tono calmo, pacato, grande lucidità e nessuna ostilità preconcetta contro le forze dell'ordine.

E' tornata in via Emilio Scaglione nel quartiere Chiaiano per prendere delle cose personali dall'abitazione. Ha voluto scusarsi con alcuni condomini e commercianti. Un'iniziativa inaspettata che ha molto colpito gli investigatori. Cira, si sentiva in colpa per aver tradito l'amicizia e la gentilezza di quelle persone. Si, perchè lei ha dovuto mentire e presentarsi al mondo come Annamaria.

Più che una bugia è stata un'accortezza per sviare, depistare finalizzata ad evitare lo sguardo lungo degli investigatori. Una strategia di immersione, un'attenzione maniacale per i particolari, i dettagli. Basta un niente per attirare l''attezione dei cacciatori della catturandi.

Raccolte le sue cose, Cira Marino è scomparsa.

Intanto, Marco Di Lauro di fronte al gip nel carcere di Secondigliano di Napoli non ha risposto a nulla. Scena muta e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il magistrato ha contestato al rampollo della cosca il reato di associazione mafiosa finalizzata al traffico di droga circoscritto ai mesi a cavallo tra il 2007 e il 2008.

Poco prima dell'interrogatorio l'ex latitante ha incontrato l'avvocato Carlo Pecoraro il quale gli ha illustrato le pendenze giudiziarie a suo carico e i reati che gli sarebbero stati contestati.

Domani, un altro giudice si recherà a Secondigliano per la seconda tranche di contestazioni e relative al periodo più ampio riguardo la faida.

di Arnaldo Capezzuto

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