I picchiatori web dei 5 Stelle mettono nel mirino il magistrato che indaga su Salvini

di Arnaldo Capezzuto

E' finito nel mirino. Contro la sua persona è in corso una violenta campagna diffamatoria via social. Esperti picchiatori digitali non perdono occasione per manganellarlo, costruirgli addosso etichette e produrre fake news seriali e infamanti.

La strategia è chiara : screditare quel magistrato che ha osato mettere sott'inchiesta il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, per la vicenda della nave Diciotti.

L'artiglieria spara forte e usa ogni mezzo web per colpire. Fotomontaggi, dichiarazioni tagliate e cucite, improbabili scoop e pseudo verità segrete, il tutto farcito con una spruzzatina di complottismo e appartenenza piddina.

Ecco che artatamente la Rete è invasa da false notizie con il magistrato Luigi Patronaggio della Procura di Agrigento al centro di un vero e proprio killeraggio.

Il procuratore che ha messo il capo del Viminale sott'accusa per aver bloccato 177 migranti per dieci giorni sulla nave Diciotti è tranquillo e continua a lavorare alle indagini.

A breve il fascicolo giudiziario sarà trasmesso alla Procura di Palermo che lo invierà per competenza al tribunale dei ministri competente per l'iter. Nel frattempo la posizione del leader del Carroccio si aggrava, nuove accuse sono state formulate dagli inquirenti.

Oltre ai reati ipotizzati di sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio, insieme al suo capogabinetto, Salvini è indagato anche per sequestro di persona a scopo di coazione e l’omissione d’atti di ufficio.

Insomma, secondo il magistrato il capo del Viminale avrebbe impedito lo sbarco per fare pressione sull’Ue in direzione della ridistribuzione dei migranti e avrebbe ignorato la richiesta della Guardia costiera di un porto sicuro, indicando Catania solo come scalo tecnico.

Accuse gravi che imbarazzano il Movimento 5 Stelle e se da un lato il ledaer Luigi Di Maio difende le ragioni politiche di Salvini, dall'altro prende le distanze rispetto alle bordate del capo del Carroccio contro i magistrati.

La vera sorpresa è la reazione compatta del popolo grillino contro l'iniziativa del procuratore Luigi Patronaggio. I pentastellati di base,  i duri e puri, gli animatori dei gruppi e pagine sul web, difendono a spada tratta Salvini, a dimostrazione che la Lega a 5 Stelle non è solo un gossip ma una reale prospettiva politica.

Proprio dalle pagine e dai siti controllati dagli ultras dei 5 Stelle e quindi contro la linea del loro capo Luigi Di Maio provengono gli attacchi più duri contro il magistrato in forza alla procura di Agrigento.

Francesco scrive "Il magistrato deve dimettersi perchè il ministro ha tutte le ragioni quello che ha fatto, il suo è un abuso di potere". E sulla stessa linea Salvatore : "Buttatelo fuori dalla magistratura e una delle tante mele marcie bollate Pd".

E tocca a Giorgio:"Se fanno cadere il governo,vogliono la guerra". A battere i pugni Uliano : "Denunciamo prima lui e mandiamolo in galera! I finti profughi sulla nave non venivano sequestrati essi erano liberi di andare dove volevano, ma senza documenti non in Italia. Essi dovevano subito essere rimpatriati, altro che chiesa, albania o irlanda, la diciotti doveva riportarli in libia".

Roberto rilancia: "Si sapeva che c'èra lo zampino del PD,pero' dobbiamo andare fino in fondo caxxxo Salvini fagliela pagare caxxxo tanto tutti noi siamo con te".

Tale Lindia riflette: "Sei un magistrato che faiii iii schifoooooooo. Sei un mafioso. Perché non hai indagato i politici precedenti".

Poi Giuseppe : "Sarei curioso di vedere, se veramente dovessero arrestare Salvini, quanti sarebbero disposti ad aiutarlo veramente. Qui non si tratta più, di essere Leghisti o del M5S, vogliono distruggere questo governo, serve coalizzazione, da ambo i partiti e reagire veramente a questi sorprusi. Gli elettori, devono ribellarsi e aiutare i loro leader".

Il popolo grillino incorona il loro nuovo leader: è Matteo Salvini che dopo aver svuotato Forza Italia è partito all'assalto del Movimento 5 Stelle e sembra davvero che abbia fatto nuovamente centro.