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I narcos utilizzavano come parole segreta il cognome dell'ex premier : "Berlusconi"

Numeri criptati e un nascondiglio a prova di fiuto di cani. Ecco così i corrieri importavano la cocaina dall'Olanda all'Italia.

Uno stoccaggio organizzato e gestito da insospettabili. Si, pechè gli investigatori da tempo hanno notato come personaggi definiti 'dormienti' senza precedenti, con lavori sicuri si 'prestano' saltuariamente come spalloni.

L'organizzazione importava la polvere bianca grazie a un gruppo di automobili, dotate di localizzatore Gps, organizzata come una vera e propria compagnia di trasporti e specializzate in una staffetta.

Sono undici gli uomini arrestati dalla squadra Mobile, in un’operazione nominata 'Braveheart'. A finire in manette sono nove cittadini albanesi e due italiani, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dall’ufficio del giudice per le indagini preliminari di Milano.

L’inchiesta, cominciata nel 2015 e coordinata dal pm Luigi Luzi della procura di Milano, ha portato anche al sequestro di 40 kg di cocaina, del valore di almeno quattro milioni di euro.

La cocaina, prodotta in Sudamerica, veniva acquistata ad Amsterdam e da lì trasportata con auto e camion fino all’Italia. I trafficanti resiedevano fra Milano, Brescia, Bergamo e le periferie delle tre città.

La curiosità: fra le parole intercettate c'era anche il cognome dell'ex premier “Berlusconi”.

di Pier Paolo Milanese