I misteri della morte di Pantani, troppe ambiguità e contraddizioni nelle indagini

Tanti sono misteri che avvolgono la morte di Marco Pantani, il grande ciclista trovato privo di vita la sera del 14 febbraio 2004 nella camera da letto, su piano rialzato, in un appartamento al quinto piano del residence 'Le Rose' di Rimini.

A provare a dipanare le cortine fumogene attorno a quella strana morte ci sta pensando la Commissione parlamentare Antimafia ascoltando i protagonisti delle indagini successive la morte del Pirata.

In questi giorni sono stati ascoltati i consulenti della famiglia Pantani che per lo più hanno condotto approfondimenti, indagini e verificato alcuni fatti rilevanti.

Un episodio che è emerso è quello raccontato dal medico legale, il dottor Giuseppe Fortuni, dell'Università di Bologna.

"Il dottore racconta che quando ha terminato le operazioni relative all'autopsia - ha riferito , l’ex generale della guardia di finanza Umberto Rapetto - si è sentito seguito forse si trattava di giornalisti e anziché portare il cuore e i campioni nella struttura ospedaliera se li è portati a casa, in una cantina che aveva un frigo idoneo per la conservazione dei prelievi. Certo, nelle procedure di gestione tutto questo suona inconsueto".

Poi ci sono le contraddizioni  legate al ritrovamento del corpo del Pirata che, secondo quanto riportava la stampa del tempo "presentava solo microscopiche ecchimosi".

E ancora, "il dottor Fortuni escluse la morte per l'uso dei farmaci, che sarebbero solo una concausa, la concentrazione di antidepressivi era modesta.

Un'altra perizia dice invece che ci sarebbe stata una overdose da psicofarmaci: delle due l'una", osservano i consulenti della famiglia.

di P.P.M.