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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

I 5 Stelle temono la fine dei dem renziani. Nasce struttura anticrisi

di Arnaldo Capezzuto

Chiusa la partita delle nomine dei viceministri e sottosegretari, bloccate per ora le spinte interne distribuendo anche qualche potrona, il Movimento 5 Stelle ora cerca il rilancio.

Avanza concreta l'ipotesi di una riedizione del direttorio ai vertici dei Pentastellati.

Ci sta lavorando direttamente Davide Casaleggio d'intesa con lo stesso Luigi Di Maio, oberato di incarichi di governo e responsabilità.

Occorre rilanciare il Movimento 5 Stelle: sono trascorse neppure due settimane al governo e dalle parti di Pentastellati i mal di pancia è in sensibile aumento.

Il malumore si sta trasformando in una sorta di depressione latente che comincia a pesare sull'azione dei grillini.

I 5 Stelle hanno perso slancio, brillantezza, e immediatezza. Sono schiacciati da una debordante Lega e da un Matteo Salvini che a suo agio tiene la scena mostrando insospettabili doti politiche.

Le ultime amministrative rappresentano un segnale, un brusco stop e più di un campanello d'allarme.

C'è disorientamento tra gli elettori, le ultime mosse della Lega senza contare la genesi della nascita del governo hanno indebolito visibilmente i grillini. Ne è una riprova il risultato elettorale di domenica scorsa ma soprattutto cresce il dissenso via social.

E proprio il successo travolgente del Movimento nato sulla Rete per la prima volta ha una  preoccupante battutta d'arresto.

Salvini e la sua Lega colonizzano i Social a discapito dei Pentastellati.

Il Carroccio fa opinione, smuove il dibattito, fa tendenza ed egemonizza i canali social amati e frequentati dagli italiani.

L'auditel web è netto e sancisce che attualmente i Pentastellati nonostante pagine ad hoc, trucchetti dei maghi della Casaleggio e singoli profili dei leader è indietreggiato e decresce.

C'è un'unità di crisi, una sorta di struttura interna al Movimento 5 Stelle che interviene quando c'è uno stato di crisi tra i pentastellati.

Dicevamo si corre ai ripari. Si cerca di controbilanciare la forza propulsiva della Lega, lo strapotere carismatico di Matteo Salvini e l'appannamento del Movimento ormai non più forza d'opposizione ma di governo.

Su questi punti la strattura lavora, si cerca di trovare soluzioni immediate. I feedback sono chiari, cresce il dissenso,  non è ancora disamore ma lo potrebbe diventare.

I segnali di sofferenza nei Cinque Stelle sono visibili, il fenomeno occorre analizzarlo e trovare subito un antidoto.

La paura per i grillini si chiama sindrome 'dem renziana', il partito dell'ex premier era alle europee al 40 per cento per poi precipitare alle ultime elezioni del 4 marzo al 18.

L'ipotesi più gettonata è la nascita del 'Comitato 40', lanciata pochi giorni fa dal deputato Luigi Gallo, molto vicino a Roberto Fico, ovvero coinvolgere per almeno il 50 per cento i territori attraverso i portavoce locali.

Insomma, ricreare un direttorio aperto che affianchi, consigli Luigi Di Maio - ormai prigioniero di un triplo incarico. Obiettivo : garantire risposte più veloci alle esigenze e alle richieste pressanti che arrivano dai comuni, dalle regioni, dalle metropoli.

Un altro punto è la valorizzazione dei meetup e delle associazioni attive che portano avanti le battaglie del Movimento.

Costruire e rafforzare una cinghia di trasmissioni con il mondo grillino con tante micro iniziative sui territorio e la presenza massiciia di parlamentari ed eletti.

Un altro punto nella mini riorganizzazione dei 5 Stelle riguarderebbe proprio la comunicazione. Rocco Casalino è impegnato con il premier a Palazzo Chigi e quindi non può più seguire quotidianamente il Movimento 5 Stelle.

Occorre stringere qualche bullone e capire come far ricollocare nei media i pentastellati non più d'opposizione ma di governo.

Una corsa contro il tempo, un darsi da fare per evitare precipizi e lavorare d'olio di gomito anche e soprattutto in vista delle elezioni Europee di maggio dell'anno prossimo.

Una tornata elettorale delicatissima che potrebbe sancire una vittoria schiacciante della Lega e un clamoroso arretramento del Moviemto 5 Stelle, che specialmente sui temi della Ue soffre  e incassa l'egemonia totale del Carroccio.

Materia incandescente, senza dimenticare una spada di damocle che incombe : il silenzio di Beppe Grillo.

Il fondatore e garante del Movimento ultimamente non lo danno molto in linea con la svolta di Di Maio. Insomma, Beppe potrebbe con qualche battuta delle sue mettere nel mirino proprio la sua creatura.