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Harington, nel Trono di Spade l'inquietudine del mondo di oggi

Era uno dei divi più attesi del Giffoni Film festival, e il trentenne brit Kit Harington, meglio noto con Jon Snow in Il trono di spade, non delude le aspettative. Rilassato e garbato, sfoggia di fronte ai complimenti e alle riflessioni intelligenti dei giovani fan il suo sorriso disarmante, parla della sua carriera ma anche di come vive questo momento della sua vita. ''Di Jon Snow vorrei avere la rigidezza morale, anche se forse è un po' eccessiva, mentre gli darei un po' del mio humour, sono sicuramente più spiritoso di lui - dice sul suo personaggio nella serie fantasy cult dai libri di George R.R. Martin,, che con l'inizio della settima (e penultima) stagione ha registrato numeri record negli Usa e in Italia, su Sky Atlantic - Sono talmente legato a lui che a volte mi sembra di vivere due vite''.

Il "bastardo" degli Stark, ''difensore dei deboli'' dopo essere anche anche morto e tornato alla vita, è ora Re del nord: ''A differenza di altri personaggi, non voleva scalare le gerarchie, ed è un altro degli aspetti che mi piace di più di lui. Però credo che sia arrivato al suo livello massimo, non penso diventerà re (dei sette regni, ndr) - aggiunge - . Il mio preferito per la corona è Tyrion (Peter Dinklage), ha vere doti da leader e per tutto quello che ha passato, se lo meriterebbe''. Sfortunatamente ''ci avviciniamo alla fine della serie, tutto deve finire. Questo show mi ha dato tutto, come questa grande popolarità, che potrei non ritrovare. Non mi preoccupo però, voglio solo continuare a fare un buon lavoro''.

Secondo Harington (che ha realmente sangue blu in famiglia, il padre è primo nella linea di successione al titolo di 14/o baronetto di Harington e la nonna è discendente di Carlo II) ''nella storia del mondo si alternano da sempre momenti di calma e di caos. 'Il Trono di spade' è iniziata quando eravamo in piena recessione mondiale, e la finiamo in un momento nel quale il mondo sta vivendo una profonda inquietudine. Il fantasy non è mai solo fantasy e questa serie grazie al talento degli autori, non ha fatto altro che rappresentare questa realtà''.

Ora è attesa la sua performance in uno dei titoli più attesi della stagione, La mia vita con John F. Donovan, primo film girato in inglese dal geniale Xavier Dolan, con un cast che comprende Natalie Portman, Jessica Chastain, Susan Sarandon e Kathy Bates. ''Recitare il ruolo principale in un cast pieno di vincitrici di premi Oscar mi intimidiva, ero spaventato all'inizio, Xavier Dolan mi proponeva di sperimentare qualcosa di nuovo e coraggioso. Sono molto contento di quest'esperienza, la più impegnativa della mia carriera''. E' stato ''un vero privilegio, lavorare con persone così ti fa migliorare.

Susan Sarandon ad esempio la ammiro da tutta la vita, e trovarmi a poter conversare con lei e bere insieme il caffè, mi ha regalato alcuni dei momenti più bizzarri della mia vita'' Nel film, "recito un personaggio per alcuni aspetti molto simile a me, una star tv che sta per esordire al cinema. E' un ruolo che conosco bene, ma anche lontano per altri aspetti, perché lui è un divo omosessuale non dichiarato che finisce in uno scandalo. Ho cercato di rendergli giustizia''.

Harington tornerà anche sul piccolo schermo con una miniserie, Gunpowder di cui è anche produttore, nel ruolo di Robert Catesby (l'attore ne è discendente, ndr), la 'mente' dietro la Congiura delle Polveri, il fallito tentativo di un gruppo di Cattolici Inglesi di far esplodere la Camera dei Lord ed uccidere nel 1605 Re Giacomo I. Un po' insicuro, quando gli chiedono un film italiano preferito (''tanti anni fa ne avevo visto uno su delle biciclette...'') indica però con sicurezza, ''Matteo Garrone'' come cineasta italiano che ama. Con lui ha appena girato a Napoli uno spot: Un'esperienza, ''bellissima e molto divertente. Abbiamo girato in una piazza piena di veri napoletani, non attori, si ballava tanto. C'erano delle signore anziane che venivano, mi prendevano la faccia tra le mani e mi offrivano i babà''.