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Guerra a Eav: salta assemblea. Lo strano caso delle dimissioni (dopo appena 11 mesi) del Dg. De Gregorio punta al rinnovo

 

di pasquale napolitano

Il rinnovo del Cda di Eav, la holding del trasporto campano, approda sulla scrivania del presidente della Regione Vincenzo De Luca. Lunedì l’assemblea dei soci di Eav avrebbe dovuto procedere all’approvazione del bilancio e alla rinnovo (o nomina ) del nuovo Cda in scadenza dopo tre anni: l’accordo non è stato trovato. L’assemblea è stata rinviata alla giornata di venerdì. Prima di riconfermare Umberto De Gregorio, manager di fede Pd, al vertice di Eav ci sarebbero più questioni da risolvere. La prima, le dimissioni (inspiegabili) del direttore generale Pasquale Sposito: il Dg di Eav ha partecipato (appena 11 mesi fa) a una selezione pubblica risultando idoneo per l’incarico di vertice ad Eav: una poltrona che vale 139 mila euro ogni anno che Sposito ha mollato dopo appena 11 mesi. Con una lettera al governatore De Luca, il direttore generale, due settimane fa, ha rimesso l’incarico. Motivi inspiegabili. Perché partecipare a una selezione pubblica e lasciare l’incarico dopo appena 11 mesi? C’è chi vocifera che proprio De Gregorio  punterebbe all’incarico di direttore generale di Eav. E il rinvio del rinnovo del Cda di Eav sia legato proprio al nodo del direttore generale: nodo da sciogliere nella prossima seduta dell’assemblea dei soci. Per l’incarico di presidente di Eav De Gregorio percepisce un compenso di circa 50mila euro annui. Ben altro compenso avrebbe in caso di via libera per l’incarico di direttore generale. L’ultima parola spetta allo sceriffo De Luca.