Guerra a bassa intensità, Napoli regno dei 'nuovi' clan

Guerra a bassa intensità, Napoli regno dei 'nuovi' clan

Che cosa accade a Napoli? Le fiammate di violenza sono improvvise e producono incendi. Quartieri, piazze, vicoli sono diventati campi di battaglia.

Nel mirino sono finite pizzerie, attività commerciali, alberghi e le botteghe delle antiche viuzze che dai Decumani si diramano nel cuore della città.

E' una guerra guerreggiata tra spezzoni, grupposcoli e paranze telecomandate dai vecchi clan.

Sulla scacchiera due cosche i Mazzarella e i Rinaldi. A loro 'per procura' sono collegati gli emergenti diretti da luogotenenti che prendono ordini diretti dai nuovi padrini che portano gli stessi cognomi di padri e zii.

Nella logica criminale ora è in corso un processo di consolidamento.

“Comando io, queste sono le nuove regole. Ti rifiuti? Libero di farlo ma accetta le conseguenze”.

Ecco le bombe a alla pizzeria Sorbillo, i quattro colpi di pistola esplosi nella saracinesca di un'altra pizzeria Di Matteo oppure all'inizio di gennaio le mitragliate di piombo nei portoni e nelle vetrine di “Terra mia” di Mario Granieri e del minimarket di Biagio D’Antonio al rione Forcella.

La strategia è di terrore. Non ci sono più i 'rapporti d'amicizia', l'occhio di riguardo, l'aggiustamento. I soggetti economici devono versare la 'tassa della sicurezza' a questa nuova camorra di terza generazione prevaricatrice, parassitaria e predatoria.

In quest'ondata di inedita violenza sembrano saltate le figure intermedie, i cosiddetti ambasciatori che tenevano aperti i canali diplomatici. Si dialogava, si trovava un accordo, una mediazione con i soggetti economici. A Napoli è in corso una campagna del terrore.

Raid eclatanti che devono indurre paura, timore, assoggettazione. E' l'affermazione di una leadership criminale e violenta.

Il denaro deve affluire e nessuno è esentato a corrispondere l'obolo. Del resto il clan per ristrutturarsi e strutturarsi, acquisire nuovo potere ha bisogno di denaro.

Le piazze di spaccio avevano compensato la significativa riduzione di gettito derivante dalla crisi economica, dal maggior controllo del territorio da parte delle forze dell'ordine e da casi isolati di denunce.

Con Napoli ormai stabilmente inserita nei percorsi turistici c'è il rifiorire di una economia forte e allora i 'grassatori' bussano alle porte e chiedono l'obolo.

Una guerra guerreggiata che si gioca tra il centro storico e la periferia Est dei quartieri San Giovanni a Teduccio, Barra e Ponticelli.

Non è casuale se questa mattina alle 6,30 ignoti hanno esploso colpi d'arma da fuoco in via Vera Lombardi,nel quartiere napoletano di Ponticelli.

I carabinieri della compagnia di Poggioreale e della sezione Investigazioni scientifiche del comando provinciale hanno rinvenuto 3 bossoli per arma semiautomatica sull'asfalto, un'ogiva conficcata nel bagno di un'abitazione al primo piano e un'ogiva conficcata nella veranda di un appartamento del primo piano dello stesso numero civico.

Spari che possono essere frutto di un'altra 'stesa' come quelle che negli ultimi mesi si sono verificate di frequente a Napoli.

E la partita è sempre e solo sulla linea Mazzarella-Rinaldi.

di Pier Paolo Milanese