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Gualtiero Marchesi, il giorno del triste addio

Bottura, Oldani e Cannavacciuolo alla celebrazione del rito funebre

Fornelli spenti nelle cucine dei più grandi cuochi italiani. C’è da rendere omaggio al più grande di tutti Gualtiero Marchesi. A due giorni dalla fine del 2017, lo chef milanese ha salutato la vita terrena con un funerale al quale hanno preso parte le più importanti firme della cucina contemporanea.

Tutti hanno voluto essere presenti: Massimo Bottura, Davide Oldani, Davide Rampello e Sadler, Iginio Massari e Canzian, Pietro Lehman e Santini ed Antonino Cannavacciuolo. Tanti i giovani che ancora apprendono dai suoi libri i rudimenti di cucina. La celebrazione è avvenuta  chiesa di Santa Maria del Suffragio a Milano. Durante la funzione celebrata da don Gino Rigoldi i ricordi commossi delle figlie Simona e Paola, degli amici Camillo Giacobbe Giuseppe Cova e di Pietro Lehmann. E l'accompagnamento musicale dei nipoti di Marchesi e della figlia Simona, tutti musicisti.

“Gualtiero Marchesi è stato un maestro, una persona molto buona, con uno spirito molto esigente ma anche di gioco. Aveva sempre una battuta per tutti". Così lo chef Antonino Cannavacciuolo ha ricordato Gualtiero Marchesi, scomparso lo scorso 26 dicembre. Cannavacciuolo ha concluso affermando: "A volte urlare spaventa e parlare apre la mente".

Dopo la camera ardente aperta al Teatro Dal Verme, il feretro è giunto alla chiesa di Santa Maria del Suffragio. Tra le numerose corone di fiori quella del Teatro alla Scala e quella degli allievi dell'Accademia di cucina da lui fondata in via Bonvesin de la Riva a Milano, dove aveva aperto il primo ristorante che gli aveva portato le stelle Michelin e la notorietà.

"Era lo Steve Jobs della cucina - lo ha ricordato Davide Oldani - un grande visionario. Quando 35 anni fa si andava a mangiare in trattoria lui aprì un ristorante che nel menù non aveva né pasta né riso. Aveva un coraggio da leoni, l'intelligenza e una vena artistica". Al termine della cerimonia il feretro è stato portato al cimitero di San Zenone Po, in provincia di Pavia, dove è già tumulata la moglie Antonietta, mancata pochi mesi fa.