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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Grasso, le scuse non bastano. Contro la violenza sulle donne ci vuole altro

p.dimarco

Il Presidente del Senato si fa carico delle colpe degli uomini, chiede scusa, ma non basta. Non eviterà un'altra violenza né un altro omicidio. Le scuse non bastano. Le scuse di Grasso non placano la rabbia degli uomini. Non esiste figura istituzionale che possa fermare uno schiaffo, un coltello o un colpo di pistola. C'è voluto il terzo omicidio in meno di un mese per smuovere Grasso.

La madre di Alessandra, giovane ragazza di 24 anni napoletana, morta dopo essere stata trascinata dall'auto dell'ex fidanzato per qualche metro, piange perché non sa cosa sia successo tra lei e il suo assassino quella sera. Secondo la testimonianza del giovane con il quale non aveva più rapporti da un anno, è stata lei a cercarlo. Non volevi staccarsi dall'auto. Anche se dall'autopsia non c'è segno sul corpo della ragazza che faccia pensare ad un omicidio efferato, il suo corpo secondo la prima ricostruzione degli inquirenti è stato trascinato dalla vettura di Giuseppe provocandone la morte. Il ragazzo, secondo la sua versione, invece, avrebbe messo in moto l'auto per scappare perché Alessandra voleva "fare la pace". E poi Noemi, foggiana di 15 anni. Il suo fidanzato avrebbe prima avuto un rapporto sessuale con lei, poi l'ha picchiata, quindi l'ha uccisa a colpi di coltello. Lui, con un lungo curriculum da "mezzo criminale", contornato da violenze domestiche sulla stessa Noemi. Sembra che però la sera dell'omicidio, il ragazzo, che dopo l'interrogatorio con i carabinieri rideva ai fotografi e alle persone che volevano linciarlo, sarebbe stato aiutato. Tra gli indagati risulta il padre, per ora. Nicolina, anche lei Foggiana, anche lei 15 anni. Colpita al volto dall'ex compagno della madre. Si è poi suicidato. Il senso di colpa, forse. Il gesto però non è servito a ridare Nicolina alla madre la cui "colpa" è stata quella di non volere più rapporti con il mostro. Grasso delle scuse, le donne se ne fanno poco.

Dietro ogni piccola violenza domestica c'è uno psicodramma familiare. C'è un bambino che vede nella figura paterna un mostro. Un tiranno che vuole far del male alla mamma. C'è un papà che ha paura di lasciare la figlia al fidanzatino. C'è un fratello che teme che la sorella possa soffrire. Le violenze, a volte, non si combattono con le scuse. Ci vuole l'analisi.