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Governo trema: l'arrivo della Diciotti e quella frecciatina di Salvini ai pentastellati

Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, non ha dato alcuna autorizzazione allo sbarco delle 67 persone a bordo della nave Diciotti. Lo si apprende dal Viminale e lo ha confermato lo stesso Salvini durante la conferenza stampa al termine del summit di Innsbruck.

Molto curioso il fatto che, proprio mentre il capitano leghista pronunciava queste parole, la nave Diciotti attraccava al porto di Trapani, autorizzata evidentemente da qualcun altro. A dare il via libera alla nave della marina italiana è stato il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il pentastellato Danilo Toninelli. Il ministro, stando alle prerogative del suo dicastero, è competente per la gestione dei porti e della Guardia costiera.

Sulla nave Diciotti "in Procura c'è un dibattito. Non abbiamo fretta di farli sbarcare" ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Salvini. Quanto rimarranno a bordo i migranti sulla nave arrivata in porto a Trapani? "Tutto il tempo necessario - ha aggiunto -. Chi deve decidere ha tutti gli elementi necessari per decidere. Non faccio il magistrato, non faccio il giudice, non faccio l'avvocato, non faccio il poliziotto. Faccio il ministro e cerco di far rispettare l'ordine pubblico. Se ci sono dei violenti, i violenti vanno in galera e non in albergo. Se non ci sono dei violenti perché qualcuno ha mentito, questo qualcuno ne pagherà le conseguenze. In Procura stanno lavorando, attendiamo l'esito del loro lavoro senza voler influenzare nessuno", ha concluso Salvini, riferendosi al  presunto dirottamento del rimorchiatore privato Vos Thalassa che ha costretto la Diciotti al trasbordo.

La frase più significativa di Salvini, però, è un'altra. "Io non autorizzo - ha dichiarato il Lumbard - e chi autorizza se ne prenderà la responsabilità politica". E' chiaramente una frecciatina al pentastellato Toninelli, reo di aver autorizzato l'attracco in contrasto con le disposizioni di Salvini.

Nonostante le due anime del governo gialloblu mostrino di andare d'amore e d'accordo, la vicenda rappresenta una seria spaccatura. Per Salvini, in realtà, si tratta di un rischio calcolato. La Lega, i sondaggi parlano chiaro, è in crescita. Il Movimento, nonostante gli spot elettorali del Decreto Dignità e del byebye vitalizi, è in calo. Salvini sa di poter fare la voce grossa senza temere ritorsioni eccessive, perchè lui può permettersi di tornare al voto, il Movimento no.