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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Gli animali domestici aumentano il rischio di trasmissione di malattie

Gli animali, anche domestici, hanno aumentato col tempo il rischio di trasmissione delle malattie. L'arrivo in famiglia ed il contatto, talvolta eccessivo, con gli animali ha portato l'aumento di malattie che, in maniera naturale, i parassiti che abitano sugli animali hanno trasmesso.

“Negli ultimi trent’anni, i cani e i gatti di famiglia hanno fatto un salto di habitat: dal giardino, al divano al letto - così il dottor Marco Melosi, presidente dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani, nel suo intervento al simposio ‘Prevenzione a 360°’, evento organizzato da Msd Animal Health svoltosi a Milano -. Con la separazione degli spazi che è venuta meno, la prossimità fisica ci impone di alzare l’asticella della prevenzione e del controllo sanitario. Per questo è importante coltivare una responsabilità di tipo collettivo, affinché i parassiti dei nostri animali siano tenuti sotto controllo”.
Durante il convegno ha parlato anche la direttrice del Centro di Rederenza nazionale per la ricerca scientifica sulle malattie dell'Istituto Zooprofilattico sperimentale: “Ormai- spiega Gioia Capelli- appare evidente l’esigenza di un approccio multidisciplinare, che comprenda figure veterinarie, mediche e epidemiologiche. Ovvero il concetto di ‘One Health-una sola medicina’ che si è consolidato dopo l’acquisizione della consapevolezza che la maggior parte delle malattie dell’ultimo secolo, come ad esempio l’Hiv e la Sars, sono trasmesse all'uomo da animali".

Infezioni come la febbre bottonosa del Mediterraneo, in Italia "sono passate dalle 1200 l'anno del periodo '92/'98 alle 10.069 l'anno del 2010- dice il professor Antonio Cascio, medico e direttore Uoc Malattie Infettive del policlinico di Palermo-. Specialmente nell'anziano, la malattia si manifesta con un quadro clinico di seria compromissione con profonda astenia, intensa cefalea, febbre elevata, artromialgie importanti e non rare complicanze a carico di tutti gli organi. E' letale nel 3% dei casi".

Per quel che riguarda i proprietari di animali, il sentiero da seguire resta sempre quello della prevenzione: "lo sviluppo di nuove molecole- ha evidenziato il prof. Kurt Pfister presidente dell’European veterinary parasitology college- ha favorito l’immissione in commercio di prodotti dotati di un elevato profilo di sicurezza. Studi di laboratorio, ad esempio, hanno dimostrato che l’attività acaricida del principio attivo chiamato comunemente fluralaner è risultata del 89,6% dopo 4 ore, 97,9% dopo 8 ore e 100% dopo 12/24 ore”.