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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Gli affari criminali in Spagna dei Polverino e degli Amato - Pagano. Soldi, narcotraffico e champagne

 

di Sossio Barra

Diventa sempre più incessante la rete internazionale di affari dei clan dell'area a nord di Napoli. Secondo l'ultima relazione semestrale della DIA che fa riferimento al periodo luglio - dicembre 2017, il punto nevralgico delle operazioni criminali, in partcolare dei Polverino e degli Amato - Pagano, resta la Spagna, geograficamente strategica per l'asse con la camorra campana. Stando alle indagini degli investigatori della Direzione Antimafia, la Spagna è senza dubbio uno dei Paesi europei ove si registrano tra le più elevate proiezioni internazionali delle organizzazioni criminali italiane. Il Paese rappresenta uno snodo strategico per il narcotraffico mondiale, quale privilegiato canale di ingresso della droga in Europa e sito di enorme valenza logistica per lo stoccaggio ed il successivo trasporto nei Paesi di destinazione, trovandosi al centro di due importanti rotte internazionali: quella della cocaina proveniente dal Sud America e, in particolare, dalla Colombia, e quella dell’hashish, proveniente dal Marocco. Anche la camorra, al pari della ‘ndrangheta, continua a mantenere interessi nel settore degli stupefacenti, come dimostra l’operazione internazionale conclusa il 5 luglio 2017 nei confronti di un clan camorristico. Si tratta della prima operazione condotta in Italia da una squadra investigativa comune, quale efficace strumento della cooperazione tra le autorità dei Paesi UE. L’attività investigativa, coordinata dall’Audiencia Nacional spagnola, ha consentito di smantellare una vasta attività di riciclaggio legata al narcotraffico gestito da soggetti ritenuti vicini alla camorra che aveva base presso un ristorante di Barcellona di proprietà di italiani (operazione “Santa Lucia”). Nei traffici di droga e, soprattutto, in attività di riciclaggio, risultano coinvolti i clan di camorra “storicamente” presenti in Spagna: in particolare, i Polverino di Marano e gli Amato-Pagano di Melito. Per quanto attiene all’individuazione della rotta del narcotraffico sull’asse Spagna-Italia si segnala anche il sequestro, del 20 agosto 2017, operato dalla Guardia di Finanza di Genova, a carico di un corriere di nazionalità italiana tratto in arresto in flagranza di reato, in quanto trovato in possesso di circa kg. 7,5 di cocaina, abilmente occultata a bordo dell’autovettura, all’atto dello sbarco al porto di Genova, proveniente da Barcellona. Il territorio iberico, da diversi anni, risulta anche luogo privilegiato per il soggiorno di latitanti. Si segnala, al riguardo, la cattura, avvenuta a Civitavecchia il 28 dicembre 2017, di un elemento di spicco della camorra appena sbarcato dalla Spagna. Lo stesso, affiliato al clan Lo Russo, attivo nell’area nord di Napoli, nel mese di novembre era riuscito a sfuggire ad un’attività investigativa che aveva consentito di individuare e colpire un’associazione di tipo mafioso dedita al traffico di stupefacenti in ambito internazionale. La Direzione Investigativa Antimafia ha, nel medesimo contesto operativo, conseguito ragguardevoli risultati. Peraltro, nel corso degli anni sono state acquisite significative conferme delle ormai consolidate relazioni affaristiche che intercorrono tra narcotrafficanti di nazionalità straniera e quelli della criminalità organizzata campana, attivi nel territorio iberico. In merito, particolare rilievo risulta aver assunto il clan Nuvoletta, a fronte di un indebolimento strutturale del clan Polverino, divenendo leader delle importazioni di hashish dal Marocco attraverso la Spagna e della successiva distribuzione in Campania ed in molte regioni italiane quali il Lazio, la Puglia e la Sicilia . Il clan Gallo - Limelli – Vangone, di contro, risulta attivo nei rapporti con i “cartelli” colombiani, dai quali provengono elevati quantitativi di cocaina che attraversano il territorio iberico. Il clan Amato-Pagano rappresenta, ancora, holding criminale di primissimo piano nel narcotraffico, grazie a solidi e datati legami con il sud America. I rilevanti profitti derivanti dal traffico di stupefacenti costituiscono il potenziale economico che le organizzazioni criminali italiane riciclano in specifiche tipologie di attività economico-imprenditoriali, in territorio spagnolo: le cosche calabresi prediligono il settore turistico ed immobiliare, attraverso l’acquisto di beni immobili e la gestione di servizi turistici; i sodalizi campani sono proiettati verso il settore dell’abbigliamento, commercio di merci contraffatte, ristorazione, import-export di prodotti alimentari e turismo ed, infine, le consorterie siciliane operano investimenti nei settori relativi alla produzione e commercializzazione di prodotti agricoli ed oleari, oltre che nei settori immobiliare e turistico. Durante il semestre di riferimento, l’attività di collaborazione e di cooperazione con gli organi di polizia iberici, ha riguardato approfondimenti investigativi nei confronti di un latitante, organico alla criminalità organizzata pugliese, nonché uno scambio informativo riguardante eventi delittuosi riconducibili alla camorra.