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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Giugliano, camorra e misteri. Spunta l'interrogazione choc. Pirozzi (Pd): " Ennesima tegola sulla città. Chiederemo un consiglio comunale ad hoc"

 

di Sossio Barra

Trema Giugliano. Trema ancora una volta. Dopo lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche avvenuto qualche anno fa, uno dei comuni più grandi della Campania rischia di finire di nuovo nell'occhio del ciclone. Ma andiamo con ordine. Spunta in questi giorni un'interrogazione a risposta scritta indirizzata al Ministero degli Interni, Matteo Salvini, da parte del senatore di Fi, Vincenzo Carbone. Nell'interrogazione l'ex sindaco di Palma Campania pone l'accento su diverse questioni scottanti che riguardano il comune di Giugliano. Ecco di seguito la nota completa: "Premesso che, a quanto risulta all’interrogante: il Comune di Giugliano (Napoli), nel 2013, è stato sciolto per infiltrazioni e condizionamento da parte della criminalità organizzata ed è stato amministrato dal 2013 al 2015 da una commissione straordinaria, che durante la gestione ebbe ad assumere nei settori strategici dell’ente (lavori pubblici, urbanistica e Polizia municipale) dirigenti a tempo indeterminato, essendo tra le varie motivazioni dell’atto di scioglimento coinvolti proprio i settori menzionati; l’amministrazione comunale, insediatasi nel 2015, su proposta del sindaco Antonio Poziello, con una totale inversione di azione, ha sostituito, proprio nei settori più a rischio, tutti i dirigenti vincitori di concorso a tempo indeterminato creando microsettori (cimitero, manutenzioni e anagrafe) in cui collocare gli stessi, incaricando nuovi professionisti, con qualifica D o addirittura C a contratto nei settori strategici; a causa dell’esautorazione dei dirigenti di ruolo, assunti dalla commissione straordinaria, prima dall’area urbanistica e poi dall’area lavori pubblici e Polizia municipale, è stato costituito di fatto un ufficio tecnico ed un comando Polizia municipale di nomina politica mediante individuazione intuitu personae da parte del sindaco dei vari responsabili; l’individuazione del dirigente dell’area urbanistica è caduta per ben due volte sulla stessa persona; risulta che l’amministrazione comunale di Giugliano abbia provveduto allo spostamento di ruolo del personale dirigente a fronte del rifiuto di adottare atti in difformità da quelli dovuti e previsti per legge; tale comportamento espone a parere dell’interrogante l’amministrazione a conseguenze di esposti e segnalazioni da parte dei dipendenti all’autorità giudiziaria, come già avvenuto in alcuni casi; risulterebbero, altresì, diverse condotte nel settore dell’urbanistica, adottate dopo il sequestro operato dalla Polizia municipale, anche di concerto con le forze dell’ordine, che hanno prodotto provvedimenti divergenti ovvero in sanatoria, che hanno di fatto vanificato l’azione della Polizia locale e comportato il dissequestro delle opere. Risulta, altresì, che talune opere sono state realizzate da soggetti legati alla criminalità organizzata; a parere dell’interrogante andrebbe esaminata anche la gestione poco limpida delle gare d’appalto per beni e servizi in alcuni settori e la totale inerzia dell’amministrazione che ha comportato per tutto il 2017 il ricorso a proroghe; da fonti pervenute all’interrogante risulterebbe che un dirigente a contratto, con decreti sindacali a tempo e specifici, è individuato di fatto come colui cui affidare le procedure di gara. In particolare, dovendosi espletare la gara sul trasporto pubblico locale, il servizio trasporti viene sottratto al settore di appartenenza (lavori pubblici diretto da dirigente di ruolo) per transitare nel settore politiche sociali e una volta espletata la gara è successivamente trasferito ad altro settore; la situazione riscontrata si rileverebbe anche per la gestione del Suap (Sportello unico per le attività produttive) ed ora per la Polizia municipale, in capo allo stesso dirigente. Sembrerebbe, infatti, che sanzioni amministrative comminate dalla sezione commerciale della Polizia municipale siano state annullate dal dirigente del Suap e che la prassi si ripeta ora che lo stesso è stato nominato dirigente della Polizia municipale; risulta inoltre che spazi comunali sarebbero stati concessi a ditta privata senza evidenza pubblica e per di più consentendo ad essa di percepire introiti pubblicitari; ulteriore questione che, a parere dell’interrogante, pone in risalto la palese illegittimità dell’attività dell’amministrazione comunale di Giugliano è riferibile alla perdurante violazione degli ordini dell’autorità giudiziaria; i consiglieri di minoranza hanno richiesto l’indizione di un referendum consultivo per la realizzazione di un eco villaggio da destinare alla popolazione rom. Il segretario generale del Comune di Giugliano, già segretario del Comune di Castellammare di Stabia, quando il sindaco Poziello rivestiva in quel Comune la carica di assessore, con nota n. 0078847 del 27 ottobre 2016 esprimeva un parere di inammissibilità del referendum di fatto arrestando l’iter procedurale, con avallo della Prefettura di Napoli; il Tar Campania adito con ordinanza n. 3795/2017 avrebbe stigmatizzato il comportamento del segretario generale, ricordando che “spetta al segretario generale un mero controllo di legalità e di regolarità formale della procedura, mentre è prerogativa del consiglio comunale ogni valutazione o decisione sull’ammissibilità e sul merito della consultazione referendaria”; l’amministrazione comunale non ha dato esecuzione alla sentenza TAR Campania ed ha appellato la sentenza. Il Consiglio di Stato, con ordinanza n. 7704/2017, ha ribadito quanto già evidenziato dal TAR, ma ancora una volta il sindaco Poziello non ha dato esecuzione alla sentenza, nella totale inerzia della Prefettura di Napoli; il dirigente rimosso dall’incarico di comandante della Polizia municipale ha proposto ricorso al TAR Campania avverso la delibera con cui, in spregio della legge nazionale, regionale ed ai regolamenti comunali, veniva riorganizzato l’assetto dell’ente al solo scopo di rimuovere i dirigenti di ruolo; il TAR con ordinanza n. 461/2018, ravvisando il fumus boni iurised il periculum in mora rappresentati dalla palese violazione di norme di legge, sospendeva con effetto immediato la delibera impugnata; l’ordinanza è divenuta definitiva, in quanto il sindaco di Giugliano, prima ricorreva al Consiglio di Stato avverso l’ordinanza del TAR per poi, vista la palese inconsistenza del ricorso stesso, rinunciare al ricorso (ordinanza del Consiglio di Stato pubblicata il 20 luglio 2018); il sindaco Poziello ad oggi ancora non ha ottemperato all’ordinanza ed emanava ben due decreti, con cui, ignorando l’ordine dell’autorità giudiziaria, confermava la situazione pregressa. In particolare, paralizzando di fatto l’attività amministrativa, lasciava per ben 13 giorni i dirigenti privi di legittimazione per poi emanare un decreto di conferimento incarico retroattivo; ad aggravare la situazione vi è il condizionamento della criminalità organizzata, palesemente evidenziato dai fatti riportati dalla stampa: il 7 novembre 2017 un consigliere comunale di maggioranza viene indagato a piede libero dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, in quanto indicato dalla Direzione distrettuale antimafia come legato al clan Mallardo e come colui che “sorvegliava per conto del clan tutto quello che accadeva in consiglio comunale dagli appalti alle lottizzazioni”. Nella stessa indagine restava coinvolto e tratto in arresto il nipote di questi, dipendente del Comune e cognato del capo clan Francesco Mallardo; più di recente, nel mese di luglio 2018, un imponente cantiere che prevedeva la costruzione di un supermercato a marchio nazionale è stato sequestrato perché in via di realizzazione su di un’area adibita dallo strumento urbanistico a servizi pubblici e non di commercio privato; tali circostanze sarebbero state rappresentate al prefetto, dalla Procura, dai dirigenti, dall’associazione nazionale comandanti della Polizia municipale e dai parlamentari nazionali e regionali, che hanno inteso attivare la via istituzionalmente preposta al controllo della permeabilità criminale negli enti locali; ciò che è emerso con chiarezza assoluta è che non sarebbero state attivate le procedure di verifica previste a carico della Prefettura di Napoli; il prefetto di Napoli si sarebbe limitato a richiedere all’amministrazione comunale di Giugliano informazioni su quanto evidenziato dalla Procura di Napoli nord su questioni che, da sole, indicano lo stato di permeabilità della gestione amministrativa del Comune di Giugliano, tralasciando di attivare le procedure per accertare se i fatti riportati con dovizia di particolari e riscontri corrispondano al vero e, conseguentemente, avviare le procedure per il ripristino della legalità; ad avviso dell’interrogante ancor più grave è il fatto che il prefetto, con la citata missiva, abbia informato il sindaco Poziello dell’esistenza di un’attività investigativa in Procura e su chi abbia sollecitato, per dovere di ufficio, detto intervento, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda adottare le opportune iniziative di competenza in merito ai fatti esposti in premessa e se vi siano le condizioni per sollecitare l’Ufficio territoriale del Governo di Napoli ad inviare una commissione di accesso per la verifica della correttezza e della legittimità dell’azione amministrativa per i casi segnalati ed ulteriori che dovessero emergere in corso di ispezione; quali iniziative intenda adottare, nell’ambito delle proprie competenze, per ripristinare la legittimità dell’azione amministrativa e verificare se sussistano nuove forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata." Una vicenda seria che rischia di avere ripercussioni sulla tenuta dell'amministrazione guidata dal sindaco Poziello, oramai obbligata ad assumere una posizione chiara e netta. Per adesso dagli ambienti della maggioranza regna il silenzio assoluto. Ad intervenire sulla questione è Nicola Pirozzi, consigliere Pd all'opposizione che, ai nostri taccuini, dichiara: " Ennesima tegola su un'amministrazione che fa acqua da tutte le parti. Non sono un pm, per cui aspetterò che gli organi competenti facciano il proprio lavoro. A me interessa la battaglia politica, fatta di proposte ed argomenti. In questi giorni ne parlerò insieme al mio gruppo consiliare e, di comune accordo coi colleghi di opposizione, non escludo l'ipotesi di convocazione di un consiglio comunale ad hoc per fare luce su questa questione".