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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Giallo sulla scomparsa di Maria Chindamo, ora indaga l'antimafia

Lascia molti misteri la scomparsa di  Maria Chindamo, l’imprenditrice agricola di 44 anni, madre di 3 figli, aggredita e sequestrata la mattina di venerdì 6 maggio 2016. Non fanno ben sperare le uniche tracce certe rinvenute nell’automobile, trovata a motore acceso davanti all’ingresso della terra di sua proprietà: macchie di sangue sono state trovate sulla carrozzeria e sul muretto del cancello dell’azienda agricola. Cosa sia successo è ancora un mistero, ma gli inquirenti credono fortemente che l’aggressione sia stata premeditata. A confermare tale tesi vi è il fatto che l’unica telecamera di sicurezza della zona è stata manomessa preventivamente. Inizialmente si era pensato ad un possibile coinvolgimento della malavita, ma le prove erano state scarse. Ora però, dopo le dichiarazioni di un pentito, oltre alla Procura di Vibo Valentia, indaga anche la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria.

Per la Procura l’imprenditrice è stata uccisa, ma molti sono i dubbi su chi e perché le abbia potuto far del male. A rendere tutto ancor più inquietante sono le recenti rivelazioni pronunciate dal collaboratore di giustizia Giuseppe Dimasi, coinvolto nell’operazione antimafia ‘Lex’, considerato vicino al clan Ferrentino di Laureana di Borrello. Il pentito, interrogato dal pm, ha dichiarato: “A Maria gliel’hanno fatta pagare”, riferendosi principalmente al fatto che l’imprenditrice aveva avuto una relazione extraconiugale mentre si stava separando dal marito. L’uomo non mai accettato la decisione della moglie e, per tali ragioni, si è suicidato un anno prima.

Un messaggio chiaro secondo la famiglia di Maria Chindamo, ad una donna che desiderava una propria dipendenza sentimentale. Resta anche da capire che fine abbia fatto Vincenzo Freiland, agricoltore della stessa zona della donna, scomparso soltanto 5 mesi dopo l’imprenditrice. Anche in questo caso l’anziano non si è allontanato volontariamente: l’uomo con le stampelle si è volatilizzato nel nulla con la sua Ape, la motosega e un decespugliatore, ma gli inquirenti hanno trovato nelle campagne della zona una delle scarpe dell’uomo, sulla quale sono state trovate tracce di sangue. Non si sa se i due casi di scomparsa, avvenuti così vicini temporalmente e geograficamente, siano collegati ma sicuramente il tutto è molto strano. Si fa largo l’ipotesi che forse l’uomo abbia assistito all’aggressione subita da Maria Chindamo e che, per questo motivo, è stato fatto sparire nel nulla proprio come Maria Chindamo.