Giallo Imane Fadil, la morte dell'ex modella non è attribuibile a radioattività

Cominciano forse a diradarsi le nebbie che avvolgono il caso della morte dell'ex modella marocchina Imane Fadil, testimone e accusatrice nel processo Ruby ter di un sistema di corruzione.

Dalle prime analisi sui campioni dei tessuti degli organi prelevati – sembra a quando si apprende - , non sia emersa alcuna evidenza macroscopica di radioattività.

Anche nella sua casa non sarebbe stata trovata alcuna sostanza sospetta.

Imane Fadil, testimone chiave dei processi Ruby, è morta per cause ancora da accertare dopo un lungo ricovero all'Humanitas di Rozzano.

Si tratta di un'importante svolta nell'inchiesta del procuratore aggiunto di Milano, Tiziana Siciliano titolare dell'inchiesta per omicidio volontario contro ignoti per la morte sospetta dell'ex modella che ha svelato il 'Bunga bungà nella villa dell'ex premier Silvio Berlusconi.

Questo dato scientifico farebbe cadere l'ipotesi che Imane Fadil sia morta per avvelenamento da radioattività.

Restano in piedi le altre due ipotesi: avvelenamento da metalli o morte per malattia rara.

di Pier Paolo Milanese