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Gara tra due auto e nella folle corsa travolgono e uccidono centauro

Una vita di sacrifici. Mai un giorno di assenza sul posto di lavoro. Sempre preciso e disponibile. Mai una lamentela, solo impegno e dovere.

Alfonso Campochiaro, 62anni, abita ai Quartieri Spagnoli. E' un grande tifoso del Napoli e vive per la sua famiglia.

Un partenopeo di altri tempi come molti onesti e silenziosi padri di famiglia. Ogni sera in sella al suo motorino con il bello e cattivo tempo per raggiungere il porto di Pozzuoli.

Da qui il traghetto per l'isola di Procida. Alfonso lavora come operatore ecologico. E sull'isola di Arturo sono in tanti a conoscerlo. Sempre gentile, premuroso.

Finito il turno risale sul traghetto anche quando il mare è proibitivo e torna a Pozzuoli e con il suo motorino raggiunge casa ai Quartieri Spagnoli.

E ieri notte sulla strada di Alfonso, il destino beffardo e criminale ci si è messo di mezzo.

Mentre lo scooter percorre la via, due auto a folle velocità si sfidavano lungo la panoramica di Pozzuoli. Gareggiavano due balordi a colpi di gimkane e acrobazie al volante. Incoscienti mentre si sorpassano travolgono nell'altra corsia proprio Alfonso in sella al suo motorino.

Un impatto tragico, drammatico, violentissimo. Lo scooter distrutto, le lamiere delle auto accartocciate e Alfonso scaraventato via.

Uno schianto che non ha lasciato speranze.

Sono stati i carabinieri della compagnia di Pozzuoli a fermare per omicidio stradale C. D., un 21enne napoletano che gareggiava contro un coetaneo provocando un incidente in cui è morto l'operatore ecologico.

Alla guida della Fiat 500 del nonno e con a bordo la sua ragazza, C. D. ha sfidato all'alba un altro giovane: durante la corsa, protrattasi per il centro cittadino, ha finito per investire frontalmente uccidendolo sul colpo Alfonso Campochiaro, che in motorino si stava recando al lavoro, come ogni notte, da Napoli a Procida imbarcandosi su un traghetto a Pozzuoli.

Identificato e denunciato per omicidio stradale in concorso anche il rivale del 21enne, N. S., un incensurato suo coetaneo di Quarto che guidava la Ford Fiesta della madre e che dopo l'incidente era tornato sul luogo dell'accaduto ma non si era fatto avanti a dare spiegazioni.

L'investitore, invece, era rimasto lì ma aveva fornito agli investigatori una versione di comodo senza fare alcun cenno alla gara.

La verità è venuta fuori grazie ai video dei sistemi di videosorveglianza cittadina, i carabinieri hanno ricostruito i minuti precedenti all'impatto.

Si vedono la 500 e la Fiesta affiancarsi in una piazza e dare il via a una folle corsa notturna a tutto gas, svoltare ad alta velocità in stradine strette, inseguirsi cercando di superarsi sul lungomare cittadino, continuare in salita.

In cima, il conducente della Fiesta azzarda un sorpasso rischiando di investire frontalmente una vettura che viene dalla parte opposta mentre il guidatore aziona disperatamente gli abbaglianti per scongiurare l'impatto segnalando la sua presenza.

Qualche centinaio di metri più avanti, evitato il primo incidente, C. D. con la ragazza a bordo travolge il 62enne a una velocità che dai primi rilievi viene stimata intorno ai 100 kilometri orari e lo schianto non ha dato scampo alla vittima.

Dolore, rabbia e incredulità sono i sentimenti dei familiari e amici di Alfonso. Una morte assuda e tanta, tanta voglia di giustizia perchè ora C.D. e N.S. devono pagare.

di Arnaldo Capezzuto