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Frattamaggiore, insorgono i consiglieri di opposizione: "Chiudete subito la villa comunale. I nostri figli rischiano la salute"

pi.di.

Degrado nella villa comunale di Via Biancardi. Rifiuti, aiuole con erba incolta, una massiccia fontana di cemento ormai discarica di rifiuti, giochi per bambini inesistenti. Continua lo stato di abbandono dell'unica villa più grande e centrale della città.  Non sono in pochi ad aver sollevato il problema all'amministrazione. "I consiglieri di minoranza dice il consigliere comunale di opposizione Pasquale Gervasio -  ormai chiedono da tre anni un intervento integrale sulla villa. Visto che ad oggi lo stato è sempre di abbandono, si chiede la chiusura. Non c'è sorveglianza, c'è il rischio che i bimbi possano farsi male". A luglio scorso il Comune è stato condannato a risarcire i genitori di una bimba che si è fatta male con le corde dell'altalena. Ad oggi, nulla è cambiato nella gestione dello stesso luogo. "E' diventato covo di drogati - continua il membro dell'assise -  Erba incolta, sporca. C'è una fontana di cemento che è diventata ricettacolo di immondizia. I ragazzi rischiano di cadere e farsi male. Da me fu proposta di abbattere la stessa fontana e creare un chiosco. Sarebbe bello che le mamme accompagnando i figli a scuola,  possano consumare qualcosa al bar

Le proposte a quanto pare, la macchina lenta dell'amministrazione, però stenta a partire. "Crediamo ci sia bisogno di una sorveglianza continua - continua Gervasio - La villa non può essere aperta e chiusa. Bisogna tenerla sempre pulita. All'interno della fontana c'è immondizia. Se l'amministrazione non è in grado di mantenerla pulita, la dovrebbe chiudere. Per una paese come Frattamaggiore la villa comunale rappresenta un luogo di aggregazione, un punto di ritrovo. Anche il comune sta preparando un bando per la riqualificazione della villa, ad oggi non c'è nulla".

Protesta anche da parte di un altro consigliere dell'Assise Frattese, Dario Rocco Chiariello,  che nella giornata di lunedì ha protocollato una richiesta immediata della villa. Nell'atto, Chiariello chiede anche l'abbattimento del muro di recinzione per far sì che la stessa sia un unico corpo con la città, senza ostacoli e che si dia, nella maniera più veloce possibile, inizio ai lavori di ristrutturazione.