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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Finisce in manette il sindaco di Riace. Lucano avrebbe favorito l'immigrazione clandestina

Già si parla di ritorsione. Già si parla dei primi effetti del decreto sull'immigrazione targato Matteo Salvini. Il sindaco Domenico Lucano, primo cittadino di Riace, diventato modello di accoglienza e convivenza è finito in manette con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

L'amministratore è stato messo ai domiciliari in un'inchiesta della procura di Locri. Divieto di dimora per la compagna. L'indagine riguarda i finanziamenti del Viminale e della Regione al Comune per i progetti destinati a rifugiati e richiedenti asilo e l'affidamento di un servizio senza gara d'appalto.

L'operazione è della Guardia di Finanza, nell'ambito di un'operazione denominata 'Xenia'. Le accuse per Lucano sono favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti.

Come fa sapere la procura della Repubblica di Locri in una nota, "i finanzieri del Gruppo di Locri hanno eseguito, alle prime luci dell'alba, un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Locri, che dispone gli arresti domiciliari nei confronti di Domenico Lucano, sindaco del Comune di Riace e il divieto di dimora per la sua compagna, Tesfahun Lemlem, nell'ambito dell'operazione denominata 'Xenia'".