Fiammata della camorra, lo Stato tace

Napoli è in fiamme. Nuovamente. Un agguato di camorra quello di ieri mattina davanti a una scuola per l'infanzia. Poteva essere una strage.

Solo un caso fortuito ha voluto che un bimbo di 3 anni scansase la morte ma i suoi occhi innocenti vedessero crollare a terra su nonno Luigi Mignano, 57 anni, ritenuto dagli investigatori vicino al clan Rinaldi e il papà Pasquale, 32 anni, ferito alle gambe da una raffica di piombo.

Accade al rione Villa, nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, nella periferia orientale della città, nei pressi di una scuola dell'infanzia, la Vittorino da Feltre in via Sorrento, strada che periodicamente è oggetto di rappresaglie armate e 'stese'.

Napoli è in guerra con se stessa e non riguarda solo i clan, la camorra e la orribile violenza quotidiana.

Stamane un presidio e una manifestazione di sensibilizzazione davanti proprio alla scuola teatro dell'agguato di eiri mattina c'è la preside Valeria Pirone, gli assessori Alessandra Clemente e Nino Daniele e le associazioni del quartiere come Napoli Zeta.

Con loro il comandante della polizia municipale della zona Enrico Fiorillo e nussun cenno da parte del ministro dell'Interno.

Il punto è sempre lo stesso dal Viminale non giungono segnali. A parte la solita propaganda e le promesse a Napoli non giungono poliziotti in più, non arrivano mezzi e più che altro mancano politiche nazionale per assobire la sempre più ampia area di forte disagio che ormai dalla periferia corre lungo il centro storico e dei quartieri popolari.

Tutti sapevano che via Sorrento, nel cuore del rione Villa prima o poi qualcosa di inenarrabile potesse accadere e scapparci il morto. E' l'elemento più disarmante della storia: non avere la possibilità d'intervenire, prevenire, mostrare i muscoli, aggredire i camorristi.

I due killer in sella a una moto hanno avuto il tempo di uccidere un uomo e ferirne un altro sotto gli occhi terrorizzati dei bimbi che in quel momento accompagnati dai propri genitori si recavano a  scuola.

Non c’era vigilanza, non c'è una sola auto delle forze dell'ordine, un presidio minimo. Nulla. Poco dopo le 8 del mattino una zona sensibile per numerosi fatti avvenuti era praticamente sguarnita nonostante gli allarmi, i cortei per la legalità e le reiterate richieste di aiuto.

La domanda resta la solita: esiste lo Stato? Cos’altro deve accadere  perché Viminale e Governo si scuotano e si decidano concretamente ad inserire, in questa fantomatica e benedetta agenda delle priorità, le parole : lotta ai clan a Napoli?

di Arnaldo Capezzuto