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Fatto Trenta, facciamo trentuno: col nuovo governo 40 miliardi all'anno di spesa militare

di Francesco Petronella

Anche gli altri ministri e ministeri del "governo del cambiamento" stanno lavorando, sebbene oscurati dall'onnipresente e pluri-amplificato Salvini e dal sempre più evanescente Di Maio. Mentre il primo continua a fornire grattacapi all'Europa sulla questione migranti, e il secondo porta a casa uno sconveniente - seppur markettariamente utile - "decreto dignità", anche al ministero della difesa qualcosa si muove.

La Ministra della Difesa Elisabetta Trenta, in un'intervista alla rivista statunitense specializzata Defense, ha confermato l'impegno italiano nel programma F35, cacciabombardieri di fabbricazione americana, sottolineando che l'Italia punta a raggiungere l'obiettivo Nato di spesa per la Difesa del 2% del prodotto interno lordo entro il 2024. Tra l'altro proprio il presidente statunitense Donald Trump - in vista del vertice di Bruxelles con i paesi dell'Alleanza Atlantica del 11-12  luglio - sta facendo pressione sui partner affinché aumentino il proprio contributo alla Nato spendendo di più per la Difesa.

Che la Lega di Salvini fosse una forza favorevole ad un importante impegno militare si sapeva da tempo, sebbene il "Capitano" leghista ritenga più impellente favorire la "giustizia privata ", armando i singoli cittadini piuttosto che incentivare le forze di sicurezza dello Stato. Ma la posizione espressa dalla Trenta sembra farsi beffe del pacifismo a 5 stelle, sventolato dal Movimento sin dalle sue origini. Che ne è di quel pacifismo? Poco o nulla. Le critiche dei pentastellati verso le missioni italiane all'estero, da ultima quella in Niger approvata in extremis dal governo Gentiloni, sono state spesso di natura economica. Insomma, le missioni e le spese militari costano troppo.

La Difesa - nel suo complesso - in Italia costa attualmente 64 milioni al giorno, una bella sommetta. Stando alle stime ufficiali del ministero,  con gli aumenti di spesa annunciati dalla Trenta si spenderebbero ulteriori 16 miliardi annui, che sommati ai reali 23 attuali farebbero oltre 39 miliardi all'anno. L'Italia, al momento, spende già l'1,4%, del proprio Pil per la Difesa - per il soccorso in mare e per l'accoglienza dei migranti spende lo 0.18% - attestandosi nella media dei Paesi Nato. Arrivare al 2% del Pil per la spesa militare significa spendere quasi 40 miliardi all'anno, cioè a più di 100 milioni al giorno. Da dove arriveranno i soldi?

Pensioni? Salari? Non è dato sapere. Di coperture, ovviamente, non si parla ancora. Del pacifismo a 5 stelle, selettivo come ogni pacifismo, probabilmente non sentiremo parlare più.